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mercoledì, 27 Luglio 2011
Siamo stati ricevuti dal Presidente della seconda Commissione (Giustizia) del Senato sen.Berselli e da altri senatori per un’audizione assieme alle altre Associazioni dei giudici di pace ed onorari sui disegni di legge relativi alla riforma della magistratura onoraria.Il presidente dopo una breve introduzione ha ricordato che esistono quattro proposte legislative tra le quali una,la propria, è per la delega al governo di emanare in breve tempo decreti legislativi attuativi.Il segr.gen.le Loveri ha esposto i punti base di Unità Democratica Giudici di Pace che compaiono in coda all’articolo.Con la nomina del neo ministro della Giustizia Nitto Palma avvenuta in giornata le caselle dovrebbero essere riempite e la riforma potrebbe essere attuata in breve tempo visto l’attivismo del Presidente della Commissione Giustizia del Senato.
Documento per la Commissione Giustizia del Senato audizione 27 luglio 2011
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sabato, 9 Luglio 2011
L’intervento di D.Loveri dell’8/7/2011 Convegno organizzato da MD e ANF in Roma Tribunale Civile
cliccare in basso su WS310197
WS310197
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domenica, 3 Luglio 2011
Il decreto legge n.89/2011 è stato convertito in legge essendo stata approvata definitivamente dal Senato la relativa conversione tl 2/8/2011.
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mercoledì, 29 Giugno 2011
Per eventuali quesiti o contributi personali si possono inviare e-mail a :segreteria@unitademocraticagiudicidipace.it oppure fax al n.: 06 92912154
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martedì, 28 Giugno 2011
Convertito in legge il decreto legge n.89/2011 relativo al recepimento delle direttive europee n.38/2004 e 115/2008 quest’ultima soprannominata direttiva “rimpatri”.
Il Tempo di trattenimento nei CIE dei cittadini dei paesi terzi irregolari, come già riportato nel sito , viene triplicato da 6 a 18 mesi.
I giudici di pace dovranno tenere 10 udienze di proroga dei trattenimenti presso i CIE oltre a quella iniziale per la convalida dei trattenimenti nei CIE e tutte con la presenza obbligatoria degli interpreti e dei difensori di fiducia o di ufficio (una dopo 30 giorni,un’altra dopo altri 30 giorni e poi altre otto ,dopo sessanta giorni, una dopo l’altra ,per arrivare a ben 548 giorni di detenzione amministrativa) sempre se siano giustificati in base alla normativa vigente europea e nazionale.
Gli interrogativi rimangono in quanto i giudici di pace vedono raddoppiarsi gli incombenti nel civile e quintuplicarsi i reati nel penale di loro competenza .Nel civile ,infatti ci saranno quattro tipi di udienze ( due già esistenti per la convalida dei trattenimenti nei CIE e per i ricorsi avverso i decreti di espulsione amministrativa più due nuove relative rispettivamente ai rimpatri volontari e forzati dei cittadini dei paesi terzi che non presentino rischi di fuga ed in presenza di determinati requisiti ) e nel penale i giudici di pace dovranno giudicare per i reati non più soltanto relativi all’art.10 bis del D.Lgsvo 286/98 ma anche per i 4 reati ( due nuovi ex art 13 comma 5.2 e 14 comma 1 bis del D.Lgsvo n.286/98 e due già vigenti ma di competenza ,prima del decreto ,dei giudici togati, relativi all’articolo 14 comma 5 ter e comma 5 quater) puniti non più con la reclusione ma con multe che vanno dai 5000 euro a 30.000 euro a carico dei cittadini dei paesi terzi irregolari oltre alla possibilità di espulsioni giudiziali, sostitutive o alternative alle pene pecuniarie comminate nei predetti reati, ai sensi dell’art.16 del D.Lgsvo n.286/98 così come modificato dal decreto legge.
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sabato, 25 Giugno 2011
Dopo l’entrata in vigore del decreto legge n.89/2011 molti sono gli interrogativi che si pongono i giudici di pace di tutt’Italia che già dal 24 giugno stanno applicando il decreto legge.
In alcune Cancellerie dei Giudici di Pace ancora non sono arrivate circolari illustrative e neppure dal Ministero della Giustizia risulta inviata alcuna circolare.
Unità Democratica Giudici di Pace ritiene che non si debba far ricorso come accadde nel settembre 2004 ad Assemblee di giudici di pace con la partecipazione di Funzionari del Ministero dell’Interno che vengano ad illustrare come applicare il decreto Legge in quanto sarebbero incostituzionali violando l’art.111 della Costituzione per il quale il giudice deve essere terzo ed imparziale e non può essere istruito da una delle parti dei giudizi civili e penali nè può fuori udienza avere rapporti relativi ai giudizi in corso con una sola delle parti.Basterebbe far ricorso alle commissioni delle formazioni onoraria e decentrata possibilmente integrate da esperti di diritto europeo.
D’altronde il governo ha affermato che l’intera procedura relativa ai rimpatri dei cittadini dei paesi terzi irregolari passa attraverso la “garanzia “dei giudici di pace Noi aggiungiamo che i giudici si formano il loro libero convincimento sulla base delle leggi interne e del diritto europeo che ,in caso di conflitto tra norme ,prevale sia sulle costituzioni che sulle leggi dei singoli stati europei.
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venerdì, 24 Giugno 2011
Entrato in vigore il Decreto Legge n.89/2011 il 24 giugno 2011 relativo alle disposizioni sulla libera circolazione e permanenza dei cittadini comunitari e dei loro familiari nonchè quelle relative al rimpatrio dei cittadini di paesi terzi irregolari.
Il testo del D.L. è contenuto nella relativa pagina della tendina a sinistra
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giovedì, 23 Giugno 2011
Pubblichiamo la sentenza della Cassazione I penale n.13408/2011 che annulla una sentenza del Giudice di Pace di Roma in materia di cui all’art.10 bis del D.Lgsvo n.286/98, che aveva espulso un cittadino di paese terzo, applicando
l’art.16 dello stesso T.U.sull’Immigrazione,senza valutare l’insussistenza delle situazioni ostative all’esecuzione della immediata espulsione con accompagnamento alla frontiera a mezzo della forza pubblica.
Cass.113408del2011-SanzioneSostitutivaEspulsione
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venerdì, 17 Giugno 2011
Con Decreto Legge approvato ieri 16 giugno 2011 ,ed in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono state adottate dal Governo in carica una serie di misure e di discipline in materia di immigrazione che ci riserviamo di
analizzare più approfonditamente ma che possiamo commentare alquanto criticamente da un punto di vista tecnico.
La direttiva Europea n.115/2008 non autorizza i Paesi della Comunità Europea ad estendere sic et simpliciter la detenzione amministrativa da 6 a 18 mesi così come introdotto dall’Italia nel decreto legge anzi all’art.15 al numero 5 la
Direttiva Europea impone a Ciascuno Stato membro un periodo limitato di trattenimento che non può superare i 6 mesi.
Al numero 6 del predetto articolo 15 la Direttiva europea afferma che gli Stati membri nnon possono prolungare il periodo di sei mesi salvo per un periodo limitato non superiore ad altri dodici mesi conformemente alla legislazione nazionale nei casi in cui, nonostante sia stato compiuto ogni ragionevole sforzo, l’operazione di allontanamento rischia di durare più a lungo a causa :
a) della mancata cooperazione da parte del cittadino di un paese terzo interessato o
b) dei ritardi nell’ottenimento della necessaria documentazione dai paesi terzi.
Certamente il decreto legge contrasta con la Direttiva Europea n.115/2008 in più parti e crediamo che difficilmente potrà essere convertito in legge nei prossimi due mesi estivi.
In ogni caso l’estensione delle competenze dei giudici di pace in materia di immigrazione preoccupano alquanto vista la situazione degli stessi giudici di pace che al cinquanta per cento degli organici ed a cottimo si vedono investiti di
ulteriori incombenze senza un’adeguata formazione ed una disciplina giuridica ed economica dignitosa.
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domenica, 12 Giugno 2011
Si è votato per i 4 referendum nei giorni 12 13 giugno 2011 in Italia.Il Quorum ha superato il 57 per cento .
Hanno vinto i Si.
L’Italia che ha vinto festeggia.
Unità Democratica gdp esprime una valutazione positiva, in relazione ai risultati ottenuti ,nella considerazione che la democrazia diretta ancora una volta si è rivelata un valido strumento costituzionale di attuazione della volontà del popolo in nome del quale i magistrati emanano le sentenze.
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mercoledì, 8 Giugno 2011
donneantimafia1
Si è svolta a Roma un’importante giornata di riflessione sulle esperienze delle Donne impegnate sul fronte dell’Antimafia
il giorno 9 giugno p.v. presso la Fnsi in Corso Vitt. Emanuele ,349
organizzato dall’Ass.ne Stampa Romana e coordinato dalla giornalista Giovanna Gueci .
La brochure del Convegno è in alto
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martedì, 7 Giugno 2011
| Trib. Napoli, 18.2.2011, Giud. Buono (delitto di illecito reingresso nel territorio dello Stato ex art. 13 co. 13 d.lgs. 286/1998 ed assoluzione perché il fatto non sussiste) |
STRANIERI – VIOLAZIONE DEL DIVIETO DI REINGRESSO – Direttiva 2008/115/CE – Assoluzione perché il fatto non sussiste anche in relazione ai decreti di espulsione anteriori al 24.12.2010La direttiva 2008/115/CE contiene disposizioni direttamente applicabili (in particolare l’art. 7, che prevede come modalità ordinaria di esecuzione del provvedimento espulsivo la partenza volontaria entro un termine non inferiore a sette giorni; e l’art. 11, ove si dispone che il provvedimento di rimpatrio possa essere corredato di un divieto di reingresso la cui durata è determinata tenendo debitamente conto di tutte le circostanze del caso concreto e comunque non deve superare di norma i cinque anni), che risultano incompatibili con la normativa dettata in materia dal d.lgs. 286/1998 (ove si prevede all’art. 13 che l’espulsione venga di regola eseguita mediante l’accompagnamento coattivo alla frontiera, e che tutti i provvedimenti di espulsione siano automaticamente corredati di un divieto di reingresso della durata di dieci anni). Le disposizioni interne che sono in contrasto con la normativa comunitaria non possono essere applicate e dunque i provvedimenti amministrativi emanati sulla base di tali norme devono ritenersi illegittimi perché privi di base legale, con la conseguenza che l’imputato per il reato di illecito reingresso di cui all’art. 13 co. 13 d.lgs. 286/98 deve essere assolto perché il fatto non sussiste. Tale conclusione deve essere ritenuta valida anche in relazione ai provvedimenti di espulsione emanati prima del 24.12.2010 (termine entro il quale gli Stati erano tenuti a dare attuazione alla direttiva), in quanto non soltanto le norme della legislazione interna, ma anche i provvedimenti amministrativi in contrasto con la normativa europea vanno necessariamente disapplicati nel giudizio sulla legittimità della sanzione penale irrogata per l’inosservanza di tali provvedimenti, anche quando essi siano stati adottati anteriormente alla vigenza della norma europea (cfr. in questo senso CGCE 29.4.1999, C-224/97, Ciola).
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| La sentenza del Tribunale di Napoli |
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Sentenza Napoli art-1. 13 |
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domenica, 5 Giugno 2011
Il Tribunale di Varese ha con decreto annullato un decreto di espulsione di un immigrato irregolare per contrasto con la Direttiva Europea n.115/2008 in quanto non era stato rispettato il termine minimo di sette giorni per l’ordine di allontanamento dal territorio nazionale contestuale al decreto di espulsione.
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lunedì, 30 Maggio 2011
Dopo i recenti successi nelle elezioni delle amministrazioni comunali delle principali città italiane delle liste ,che si richiamano esplicitamente alla legalità ed alla difesa della giustizia ,anche i
giudici di pace progressisti ritengono che in tutto il territorio nazionale vadano difesi i principi costituzionali contro la malavita e l’illegalità.
Crediamo,pertanto,che, più di costituirsi parte civile nei processi penali contro altri colleghi giudici di pace ,che hanno sbagliato e che pagheranno caro i loro errori, se riconosciuti colpevoli
con sentenze definitive di condanna, occorra misurarsi quotidianamente con l’applicazione rigorosa della legge contro qualsiasi criminalità.
Ci meravigliamo che altre associazioni di giudici di pace ritengano, alla prima notizia di reati commessi presuntivamente da colleghi, di ergersi a difensori del buon nome della categoria.
Ma come si fa a non essere tutti d’accordo nella difesa della legalità?
Ci auguriamo che ci siano prese di posizione di altre associazioni ,oltre ad Unità Democratica gdp, anche a difesa del diritto europeo prevalente su quello nazionale, come per esempio per
l’attuazione delle direttive europee in materia di immigrazione sia in relazione alle condanne penali ex artt 13 e 14 e 10 bis del D.Lgsvo n.286/98 sia in relazione ai trattenimenti ed agli
accompagnamenti alla frontiera dei cittadini dei paesi terzi .
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domenica, 29 Maggio 2011
Terzo Forum Europeo dei Giudici Laici
in congiunzione con
650 anni di Giudici di Pace
nel Giubileo dell’Inghil terra e del Galles
Londra, dal 22 al 24 Luglio 2011
OBIETTIVO
II Convegno è finalizzato ad elaborare una ‘Carta Europea dei Giudici Laici’ che delinei il ruolo del coinvolgimento laico nella giurisdizione come componente essenzale di una societa democratica.
L’evento ha luogo nell’ambito del progetto “Giornata Europea dei Giudici Laici” che è finanziato dalla Commissione Europea.
E’ organizzato dall’Accademia Europea di Berlino, dall’Associazione Federale dei Giudici Laici (Germania) e dall’Associazione dei Giudici Laici dell’Inghilterra e del Galles
Ogni richiesta di chiarimenti puo essere direttamente formulata alla Segreteria Organizzativa:
Claudia Rehrs,Tel.:+49/30/895951-37, Fax: +49/30/895951-630,
cr@eab-berlin.eu ,
http://www.eab-berlin.eu
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sabato, 28 Maggio 2011
E’ stato organizzato per il giorno 27 giugno 2011 alle ore 15,00 ,nella sala delle conferenze della Corte di Appello di Roma in via Varisco ,
dalla Commissione della Formazione della Magistratura Onoraria della Corte di Appello di Roma, presieduta dalla Dott.ssa Paola Roja (Giudice del Tribunale Penale di Roma)
un interessante ed attuale incontro di studio sul Tema relativo all’applicazione in Italia della Direttiva Europea n.115 del 2008 relativamente agli aspetti civili e penali dei rimpatri dei
migranti irregolari.
Interverranno (come indicato nella pagina laterale del nostro sito alla voce: Corsi di Formazione)
il Presidente della Corte di Appello di Roma dr.Giorgio Santacroce
e relatori vi sono:
il dott.Luigi Macioce consigliere della Corte di Cassazione;
nonchè il dr.Aldo Cavallo ,consigliere della Corte di Cassazione;
e la dr.ssa Cecilia Bonacci,Giudice di Pace di Roma.
Coordinerà la dr.ssa Paola Roja e seguirà un dibattito.
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venerdì, 27 Maggio 2011
E’ iniziato oggi a Roma e terminerà domani un interessante e coinvolgente seminario interno promosso dalla rivista “Questione Giustizia”(bimestrale di MD) sulla “Criminalità economica, economia criminale” suddiviso in tre Sessioni e con i seguenti temi: “Il Mercato “, “L’Impresa”,”L’Impresa Banca”. Tra i relatori vi sono: Renato Rordorf (Consigliere della Cassazione),Francesco Greco (Proc.Agg.Procura di Milano), Giuseppe Cascini (Sost.Proc.Procura di Roma), Luigi Rovelli (Pres.Sez.Corte di Cassazione), Aldo Ruggiero (Giudice Trib.le Roma) ,Luigi Orsi (Sost.Proc. Procura di Milano), Stefano Pesci ( Sost.Proc.re Procura di Roma), Giorgio Fidelbo (Consigliere della Cassazione), Laura Pedio (Sost.Proc.Procura di Milano), Paolo Ielo (Sost.Proc.re Procura di Roma ), Vincenzo Piscitelli (Sost.Proc.Procura di Napoli). Coordinatore: Nello Rossi (Proc.agg. Procura di Roma).
I temi affrontati sono stati quelli relativi: alla Fisiologia e ideologia del mercato,L’area della criminalità economica,Le Autorità amministrative e l’autorità giudiziaria nella tutela del mercato.
Saranno affrontati domani i temi relativi: alla fisiologia e ideologia dell’impresa,L’impresa in crisi,La bancarotta,La responsabilità delle persone giuridiche,I falsi in bilancio e fondi neri,L’abusivismo finanziario e bancario I titoli tossici: derivati e false fideussioni,I rapporti con la Bancad’Italia el’UIF,Ostacolo alla vigilanza e segnalazioni di operazioni sospette,Il riciclaggio e le vittime dell’impresa criminale.
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venerdì, 27 Maggio 2011
Si è svolta stamattina l’audizione di alcuni rappresentanti dei Giudici di Pace e dei Giudici onorari da parte delle Commissioni riunite di Affari Costituzionali e Giustizia della Camera dei Deputati e del Senato sulla modifica della Costituzione di iniziativa governativa in materia di giustizia alla presenza del Ministro Alfano e delle relative commissioni.
Sono state rappresentate le questioni relative al riconoscimento dei giudici di pace e dei giudici onorari anche a livello costituzionale in una palesata possibilità di modifica dell’art. 106 della Costituzione.
Sono intervenuti anche i membri delle commissioni ed alcuni di loro hanno evidenziato la non necessità di modifiche costituzionali in materia di giustizia.
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venerdì, 27 Maggio 2011
Si è svolto a Roma il 6 giugno 2011 sia per i giudici di pace che i magistrati togati e gli avvocati un importante
corso organizzato da MD e dall’ASGI presso la Corte diAppello di Roma Via Romei,2 ,(al quale ha partecipato anche Unità Democratica giudici di
pace,ndr )sul seguente tema:
L’incidenza della Direttiva rimpatri sulla disciplina dell’espulsione e sui reati in materia di immigrazione dopo la sentenza
della Corte di Giustizia Europea
L’incontro seminario è stato coordinato da Giovanni Cannella per MD e da Celina Frondizi per l’ASGI relatori sono stati :
la prof. Chiara Favilli (Direttiva rimpatri e ordinamento italiano dopo la sentenza della Corte di Giustizia UE)
l’avv. Guido Savio (L’incidenza della Direttiva sulla disciplina dell’espulsione e del trattenimento dei cittadini dei paesi terzi)
il Giudice dr.Paola Di Nicola (Gli effetti sui reati in materia di immigrazione)
Ha fatto seguito un vivace dibattito con la partecipazione di giudici togati, avvocati e giudicidi pace.
roma.seminario.asgi.md.direttiva.rimpatri.6.giugno.2011[1]
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venerdì, 27 Maggio 2011
Si è svolto in Roma presso la sede del Partito Democratico il giorno 26 maggio u.s. un seminario-incontro sulla Magistratura onoraria tra i rappresentanti del PD on.li Melis, Ferranti e Favi ed i rappresentanti delle Associazioni dei Giudici di Pace ( UDGdP,Angdp,Unagipa) e dei Magistrati onorari(Federmot). Erano presenti, in rappresentanza di Unità Democratica Giudici di Pace, il segretario generale Diego Loveri ed il segretario circondariale di Roma Bruno Cotronei.
L’incontro ha avuto un esito molto positivo perchè i rappresentanti del Partito Democratico hanno voluto non solo ascoltare le richieste delle diverse associazioni ,ma proporre una collaborazione reciproca perchè possa delinearsi legislativamente una figura nuova di giudice di pace ed onorario con la previsione di un incardinamento nell’ordinamento giudiziario delle figure dei giudici di pace ed onorari ,assunti con concorsi seri e selettivi ,con l’introduzione dell’incompatibilità assoluta della professione forense e delle altre professioni , con l’abolizione del cottimo e la previsione delle garanzie previdenziali ed assicurative,ecc. nell’ambito di una razionalizzazione delle piante organiche dei giudici di pace ed onorari su tutto il territorio nazionale, da ridurre nei casi di insufficienti procedimenti giurisdizionali, e da potenziare laddove ci siano incrementi di iscrizioni a ruolo di cause civili e penali.
In particolare Unità Democratica gdp ha ribadito la necessità che venga considerata la figura dei giudici di pace anche in relazione alle delicate competenze attribuite relative alle convalide dei trattenimenti e delle espulsioni dei cittadini dei paesi terzi nonchè ai reati di immigrazione clandestina di cui all’art.10 bis del D.Lgsvo n.286/98 alla luce della direttiva europea n.115/2008 ed alla sentenza della Corte di Giustizia Europea del 28/4/11.
UDgdp ha fatto presente che occorre difendere tutta la giurisdizione togata ed onoraria da attacchi quotidiani e da diffamazioni che intaccano sempre più l’indipendenza ,l’autonomia ed il prestigio dei magistrati e che ha anche per questo aderito ad entrambe le astensioni dalle udienze proclamate dalle associazioni dei giudici di pace nel corso dell’anno 2011.
Udgdp ha commentato sfavorevolmente l’azione governativa in relazione alle promesse fatte e non mantenute dell’attuazione della riforma della magistratura di pace ed onoraria compensate con il rinnovo di proroghe annuali o trimestrali dei giudici di pace ed onorari in scadenza ,che hanno sempre più umiliato la figura di magistrati precari e senza diritti ma solo con gli obblighi di servizio compensati a cottimo neppure aggiornato agli aumenti ISTAT da oltre dieci anni.
( Sulla nostra pagina laterale “Comunicati Stampa dai Partiti”, da cliccare, si trova il comunicato del PD del 26/5/11 sull’argomento)
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sabato, 7 Maggio 2011
Annullata l’espulsione per il giovane in attesa di trapianto
Lieto fine per il caso di un ragazzo di 26 anni sollevato da Estense.com
“Il giudice di pace ha accolto il ricorso del 26enne espulso mentre era in attesa di trapianto. È il lieto fine che arriva dal tribunale di Ferrara, dove la sentenza di Monica Paciello, che ha annullato decreto di espulsione e allontanamento per la “sussistenza di gravi motivi di salute”, ha il sapore della salvezza per i famigliari del ragazzo moldavo e per l’avvocato Giovanni Guarini. Nel dispositivo richiamato anche un pronunciamento della Corte Costituzionale (sentenza 252 del 5/701): lo straniero non in regola con le norme sul permesso di soggiorno non può essere espulso soltanto nel caso in cui versi in gravi condizioni di salute che impongono la sottoposizione a cure urgenti e necessarie.
Il caso di questo ragazzo di 26 anni venne posto all’attenzione pubblica proprio da Estense.com e venne ripreso poi dalle altre testate (vai all’articolo) fino a finire sul tavolo del difensore civico regionale (leggi).
Il giovane soffre di una grave forma di insufficienza epatica. È in attesa di un trapianto di fegato, in lista all’ospedale Sant’Orsola di Bologna. I suoi guai erano iniziati a fine marzo, quando venne fermato dai carabinieri senza permesso di soggiorno. I militari lo portarono all’ufficio immigrazione della questura. Ne seguì il decreto di espulsione da parte del prefetto.
La polizia lo portò al Cie di Milano. Qui il medico che lo visita dichiara il suo stato di salute incompatibile con l’ingresso nel centro di identificazione ed espulsione. La macchina della burocrazia lo riporta a Ferrara. Tocca alla questura emettere l’ordine di espulsione dal territorio nazionale entro cinque giorni.
Ora, grazie alla perseveranza della famiglia e del loro legale, il 26enne non sarà più costretto a tornare nel proprio paese, dove tra l’altro le cure cui era stato sottoposto ne avevano aggravato le condizioni.
“Giustizia è fatta – esclama l’avvocato Giovanni Guarini -. Abbiamo un provvedimento di un’autorità giudiziaria che ci dice che il mio assistito era inespellibile per le sue gravi condizioni di salute. L’amministrazione avrebbe potuto evitare tutto questo annullando subito il provvedimento di espulsione, come del resto aveva chiesto tempestivamente la difesa”.
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giovedì, 28 Aprile 2011
La Corte Ue boccia il reato di clandestinità
“La norma italiana è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri”
28 aprile, 14:09 Agenzia ANSA
Un barcone con a bordo 49 migranti, tra cui una donna, approda nel porto dell’isola di Lampedusa in una foto d’archivio
BRUXELLES – La Corte di giustizia della Ue ha bocciato la norma italiana che prevede il reato di clandestinita’, punendo con la reclusione gli immigrati irregolari. La norma – spiegano i giudici europei – e’ in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini.
Il caso preso in esame dalla Corte Ue e’ quello di Hassen El Dridi, un algerino condannato alla fine del 2010 ad un anno di reclusione dal tribunale di Trento per non aver rispettato l’ordine di espulsione. Secondo la Corte europea di giustizia del Lussemburgo, ”una sanzione penale come quella prevista dalla legislazione italiana puo’ compromettere la realizzazione dell’obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. Gli Stati membri – si legge nella sentenza – ”non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perche’ un cittadino di un paese terzo, dopo che gli e’ stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e il termine impartito con tale ordine e’ scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio”. Il giudice nazionale, incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell’Unione e di assicurarne la piena efficacia, secondo i giudici Ue, ”dovra’ quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva – segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni – e tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena piu’ mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri”. Il reato di clandestinita’ per gli immigrati irregolari e’ stato introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 nell’ambito del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’.
La Sentenza
20110428-sentenzaCGimmigrazione
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giovedì, 28 Aprile 2011
L’Assemblea ha approvato all’unanimità un mozione relativa alla presa d’atto che, nonostante le numerose astensioni dalle udienze dei giudici di pace svoltesi negli ultimi mesi, il Governo non ha nè convocato i rappresentanti delle Associazioni dei Giudici di Pace, nè ha posto all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri il ddl relativo alla riforma dei Giudici di Pace e della Magistratura onoraria, disattendendo le stesse promesse di una rapida risoluzione dell’annosa vicenda di questi magistrati, per cui ha demandato ad una prossima assemblea la decisione di riprendere le agitazioni e per arrivare ad una futura decisione di proclamare una nuova astensione prolungata dalle udienze, fino all’ottenimento delle garanzie di un accoglimento delle istanze della categoria.L’Assemblea ha rinviato la discussione sull’informatizzazione e l’organizzazione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Roma.
L’Assemblea ha votato, all’unanimità ,una mozione relativa al reclutamento dei giudici di pace nell’ambito della proposta di riforma dello stato giuridico dei Giudici di Pace nella quale si dichiara concorde con una proposta di reclutamento, basata su un esame selettivo scritto ed orale serio e valutato da commissioni formate da docenti universitari, magistrati di cassazione,giudici di pace ed avvocati, con la previsione di un tirocinio mirato, di almeno 18 mesi, con la totale incompatibilità con l’esercizio della professione forense e di tutte le altre professioni, compresa la figura di mediatore(con la previsione dell’abolizione del cottimo ed una indennità mensile basata sulla media delle indennità corrisposte negli ultimi tre anni).Con il reclutamento a regime dovrà esservi un periodo transitorio nel quale i giudici di pace in servizio dovrebbero superare un corso- concorso scritto ed orale che garantisca la selezione ed il riconoscimento delle professionalità acquisite nel precedente servizio ,e la facoltà di concorsi interni selettivi di passaggio dalla magistratura di pace a quella togata.L’Assemblea ha delegato il segretario generale ed il presidente di UDGdP a contattare l’AIGA che ha diffuso recentemente una analoga proposta relativa alla riforma dello status del giudice di pace nonchè le altre Associazioni dei Giudici di Pace che hanno congiuntamente chiesto un incontro con l’ANM.
L’Assemblea ha anche approvato una mozione relativa all’organizzazione di incontri di studio o convegni sulla figura del giudice di pace contro la mafia,la camorra e la delinquenza organizzata nonchè sulla corruzione e sulla legislazione e giurisprudenza relativa all’immigrazione , alle direttive europee , alle sentenze della Corte di Giustizia Europea,ecc.
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mercoledì, 27 Aprile 2011
Unità Democratica Giudici di Pace ha chiesto un incontro ,assieme ad altre Associazioni di Giudici di Pace,con l’Associazione Nazionale Magistrati sui temi relativi alle rivendicazioni dei Giudici di Pace e sulla necessità di un coordinamento per il raggiungimento degli obiettivi comuni.
11.04.22. RICHIESTA AUDIZIONE
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sabato, 16 Aprile 2011
Registriamo l’accanimento nei confronti della Magistratura da parte di chi è inquisito.Ottimo. Allora ci attendiamo il mantenimento delle promesse fatte ai giudici di pace ed onorari. Invece c’è un silenzio totale del Governo sulla magistratura di pace ed onoraria che ha scioperato negli ultimi giorni. Eppure i giudici di pace ed i magistrati onorari non sono stati ancora definiti di sinistra visto che sono in gran parte di provenienza forense. Il ministro della Giustizia ed il Premier dovrebbero chiarire quale giustizia vogliono quella togata e/o quella onoraria. Noi di UD gdp siamo solidali con i magistrati togati ed onorari accusati ingiustamente di essere di sinistra od addirittura di essere brigatisti rossi. Le calunnie sono reati . Ci saranno delle prove. Inizino pure le inchieste parlamentari su tutti i magistrati. Si proceda nelle indagini di queste asserite e fantomatiche associazioni a delinquere. Siano condannati gli autori dei reati.Noi saremo sempre dalla parte della Magistratura ,della Costituzione ,della Democrazia ,della Libertà ,dell’Eguaglianza e della Pace e non possiamo dimenticare le vittime tutte del terrorismo nero e rosso, della mafia e della ‘ndrangheta,ecc . Mala tempora currunt.
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domenica, 16 Gennaio 2011
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lunedì, 1 Marzo 2010
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venerdì, 26 Febbraio 2010
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lunedì, 8 Febbraio 2010
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