Decreto Legge sull’Immigrazione:prorogati a 18 mesi i trattenimenti nei CIE dei cittadini dei paesi terzi irregolari

Con Decreto Legge approvato ieri  16 giugno 2011 ,ed in corso di pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale, sono state adottate dal Governo in carica una serie di misure e di discipline in materia di immigrazione che ci riserviamo di

analizzare più approfonditamente ma che possiamo commentare alquanto criticamente da un punto di vista tecnico.

La direttiva Europea n.115/2008 non autorizza i Paesi della Comunità Europea ad estendere sic et simpliciter la detenzione amministrativa da 6 a 18 mesi così come introdotto dall’Italia nel decreto legge anzi all’art.15 al numero 5 la

Direttiva Europea impone a Ciascuno Stato membro un periodo limitato di trattenimento che non può superare i 6 mesi.

Al numero 6 del predetto articolo 15 la Direttiva europea afferma che gli Stati membri nnon possono prolungare il periodo di sei mesi  salvo per un periodo limitato non superiore ad altri dodici mesi conformemente alla legislazione nazionale nei casi in cui,  nonostante  sia stato compiuto ogni ragionevole sforzo, l’operazione di allontanamento rischia di durare più a lungo a causa :

a) della mancata cooperazione da parte del cittadino di un paese terzo interessato o

b) dei ritardi nell’ottenimento della necessaria documentazione dai paesi terzi.

Certamente il decreto legge contrasta con la Direttiva Europea n.115/2008 in più parti e crediamo che difficilmente potrà essere convertito in legge nei prossimi due mesi estivi.

In ogni caso l’estensione delle competenze dei giudici di pace in materia di immigrazione preoccupano alquanto vista la situazione degli stessi giudici di pace che al cinquanta per cento degli organici ed a cottimo si vedono investiti di

ulteriori incombenze senza un’adeguata formazione ed una disciplina giuridica ed economica dignitosa.

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