A dicembre una bandiera dell’Is a Sarno Il drappo nero con le scritte fu rinvenuto davanti agli uffici del giudice di pace

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Dopo i recenti attacchi terroristici nelle capitali europee da parte di esponenti criminali che hanno fatto ripiombare anche in Italia l’atmosfera del passato terrorismo ,curiosamente a Sarno sembra che anche l’Ufficio del Giudice di Pace sia stato teatro di un segnale inquietante come risulta dall’articolo che pubblichiamo…

” Un primo segnale inquietante in provincia di Salerno si ebbe a Sarno nello scorso mese di dicembre, quando ignoti piantarono una bandiera dell’Is accanto all’entrata degli uffici del giudice di pace. All’apertura degli uffici il ritrovamento di un vessillo nero, identico alla bandiera del califfato islamico di Abu Bakr al-Baghdadi, piantato in un’aiuola accanto ad un albero proprio alla sinistra dell’ingresso. La bandiera era stata riprodotta fedelmente su un drappo di stoffa nero sul quale erano state impresse, con un pennarello, le due frasi presenti su quella dello stato islamico: La ilàha illa Allàh, ossia “Non c’è divinità se non Dio” e Muammad rasùl Allàh, ossia “Maometto è l’Inviato di Dio”. Intervennero i carabinieri della locale stazione, che sequestrarono la bandiera.

Dopo un’attenta analisi si accertò che le frasi sul drappo erano scritte in maniera corretta. L’atto era stato compiuto di notte e si suppose che gli autori avevano scavalcato il cancello per introdursi all’interno. Un’operazione alquanto facile dato che la sede del giudice di pace era sprovvista di telecamere della video sorveglianza. Ufficialmente non è stato stabilito se l’esposizione della bandiera fu il frutto di una bravata o se dietro tutto questo ci fosse davvero qualche estremista islamico. In città è forte la presenza di musulmano e proprio Sarno, qualche settimana prima, era stata scelta per essere la città che si ergeva a simbolo della lotta al terrorismo con una manifestazione pacifica contro lo Stato islamico e contro chi accomunava ai terroristi ai musulmani. «Oramai stanno facendo di tutto – sostenne Larbi Dernati, organizzatore della manifestazione – per infangare la nostra religione. Sono sconcertato rispetto a questa situazione e davvero non riesco a capire come si possano fare gesti del genere». Anche Mohammed El Allali, giovane ingegnere punto di riferimento
della comunità musulmana locale ebbe difficolta a definire il gesto». «Sicuramente sarà una bravata», disse ed invitò tutti a non preoccuparsi, «anche se è difficile spesso capire qual è il limite tra lo scherzo e la realtà, soprattutto in queste cose».” (fonte:lacittadisalerno.gelocal.it)

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