“Il governo studia la riforma della giustizia tributaria. E si prepara a cancellare proprio le commissioni tributarie, alle quali oggi è affidato l’esame di tutte le controversie di natura fiscale. E che nelle ultime settimane sono state al centro di una serie di inchieste per corruzione, con arresti sia a Roma che a Milano.
La commissione
Il percorso sarà lungo. Ma il primo passo dovrebbe arrivare a breve con la creazione di una commissione tecnica che vedrà la partecipazione dei ministeri dell’Economia e della Giustizia. La competenza sui ricorsi in materia fiscale dovrebbe essere trasferita alla giustizia ordinaria, probabilmente con la creazione di sezioni specializzate all’interno dei singoli tribunali. Per fare questo, però, sarebbe necessario aumentare gli organici della magistratura con uno o due concorsi aggiuntivi rispetto a quelli programmati. Perché un progetto del genere?
Non più giudici onorari
Con l’eccezione dei presidenti, le commissioni tributarie sono composte da giudici onorari, cioè non necessariamente magistrati di carriera ma anche funzionari dello Stato, notai, avvocati, commercialisti e – solo per le commissioni di primo grado, quelle provinciali – anche da semplici dottori in giurisprudenza o economia e commercio, a patto che si siano laureati da almeno due anni. Il passaggio alla magistratura ordinaria consentirebbe di alzare il livello tecnico, la competenza. E, probabilmente, lo renderebbe meno permeabile a quelle pressioni che hanno portato alle inchieste degli ultimi giorni.
Le critiche di Cantone
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Archive del 18 Marzo 2016
Abolire le commissioni tributarie: Ecco il primo passo per la riforma
venerdì, 18 Marzo 2016Elezioni delle sezioni autonome dei Consigli Giudiziari: la situazione nella Corte di Appello di Roma
venerdì, 18 Marzo 2016
Com’e’ noto tra pochi giorni si svolgeranno le elezioni per il rinnovo dei consigli giudiziari e delle relative sezioni autonome nelle quali vi sono i rappresentanti dei giudici di pace in servizio nelle relative Corti di Appello.Il caso di Roma: ogni volta che si devono ripresentare le liste accade qualcosa.E ciò si ripete sistematicamente ogni tornata elettorale.Come risaputo nella volta precedente la nostra lista denominata “Intesa” fu annullata in seguito a ricorso di altri rappresentanti di altre due liste denominate Lista Uno e Lista Due ed il tutto si svolse come risulta nel nostro sito.Quest’anno le stesse denominazioni sono state ripetute con una Lista Uno e un’altra Lista Due ma ,udite udite, non è bastato ciò ed è stata aggiunta un’altra lista con un solo candidato. Risultato? Pur di non far presentare la nostra lista denominata “Unità Democratica” per carenza di sottoscrizioni sono stati coinvolti ben nove candidati e la bellezza di sessanta sottoscrittori circa per un totale di settanta giudici di pace circa, in modo che venissero a mancare anche i sottoscrittori della lista “unità democratica” e tutto questo dopo che si era deciso di essere “uniti” come giudici di pace nella trattativa con il Ministro della Giustizia con un documento unitario.Complimenti.Studiata la legge trovato l’inganno. Anche se riuscisse ad essere presentata la lista di “unità democratica” ,in virtù del sistema elettorale proporzionale puro ,non riuscirebbe a vedere eletti rappresentanti se non superando uno scoglio numerico evidentemente molto ma molto elevato…
Note sulle buone regole redazionali dei ricorsi per cassazione in materia civile
venerdì, 18 Marzo 2016“Ancora sul protocollo tra Presidente della Cassazione e Presidente del CNF
Sommario: 1. Il protocollo sottoscritto dal Primo presidente della Corte di Cassazione e dal presidente del CNF in data 17 dicembre 2015. 2. Segue: alcune precisazioni circa lo svolgimento del processo, la sintesi dei motivi, e i motivi di impugnazione. 3. Il filtro previsto dall’art. 360 bis c.p.c. e l’impugnazione della sentenza per vizi attinenti alla motivazione. 4. Il principio di autosufficienza. 5. Una proposta drastica e provocatoria.
1. In data 17 dicembre 2015 il Primo presidente della Corte di Cassazione e il presidente del CNF hanno concordato un protocollo che fissa le regole redazionali dei ricorsi per cassazione in materia civile e tributaria.
Il protocollo nasce da una iniziativa del Primo Presidente della cassazione, che già precedentemente aveva inviato una missiva al presidente del CNF auspicando una significativa riduzione delle dimensioni dei ricorsi, in modo da poterne contenere la stesura in un ragionevole numero di pagine.
Il CNF replicò che la lunghezza del numero delle pagine era dovuta agli orientamenti, nemmeno chiari, della giurisprudenza in punto di autosufficienza, e che quindi il tema della lunghezza dei ricorsi andava affrontato unitamente a quello del principio di autosufficienza.
Il protocollo del 17 dicembre scorso ha pensato allora di intervenire anche su questo, cosicché esso, oltre a dare uno schema di come i ricorsi devono essere redatti, provvede altresì a precisare e limitare il principio di autosufficienza, al fine di assicurare le parti e i loro difensori sui rischi di inammissibilità di un ricorso per questa ragione.
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