
Al fine di evitare soggettive e fuorvianti interpretazioni dei quattro emendamenti del relatore Cucca al ddl 1738 del Ministro Orlando sulla riforma della magistratura onoraria li riproponiamo come risultano agli atti del Senato assieme due link sull’intero ddl 1738 e gli emendamenti aggiornati all’ultima seduta..
Relatore Cucca
“… ho presentato quattro emendamenti, che dovranno essere sottoposti all’attenzione
dell’Assemblea ed, eventualmente, potranno anche essere rivisitati.
Il primo riguarda la previsione del
riconoscimento di un titolo preferenziale per la nomina a magistrato onorario, per coloro che abbiano
concluso positivamente lo stage presso gli uffici giudiziari. In tal modo si persegue l’intento, che è una
delle finalità di questa legge, di una migliore qualificazione di coloro che accedono allo svolgimento di
funzioni giudiziarie onorarie.
emendamenti in Senato
coordinamento del relatore
Il secondo emendamento riguarda la previsione generale e attiene al riassetto dell’aspetto economico
del rapporto e, nel rispetto dello spirito della riforma, tende ad eliminare la disparità di trattamento tra
le varie figure di magistrati onorari e, in particolare, tra quelle di giudici di pace da una parte e vice
procuratori onorari (VPO) e giudici onorari di tribunale (GOT), dall’altra.
Il terzo emendamento è forse
quello più innovativo, perché prevede che si passi dal sistema dei tre quadrienni a quattro quadrienni,
con l’assegnazione nell’ultimo quadriennio all’ufficio per il processo, salvo specifiche esigenze
manifestate dal CSM, che stabilisca invece la destinazione di quei giudici onorari anche alle funzioni
giurisdizionali. Il medesimo trattamento è previsto per coloro che, alla scadenza del terzo quadriennio,
abbiano compiuto 65 anni di età, consentendo loro di essere confermati per un periodo che permetta il
raggiungimento del limite massimo di età.
Anche il quarto emendamento è totalmente innovativo e
prevede la possibilità di applicare i giudici di pace presso altri uffici, in ragione delle esigenze
imprescindibili e prevalenti degli uffici di destinazione, secondo criteri individuati dal CSM.
Infine, mi preme sottolineare molto l’ importanza di questo provvedimento, che costituisce ancora una
volta l’assolvimento di un impegno assunto dal Governo e in particolare dal ministro Orlando, il quale,
fin dal suo insediamento, aveva affermato la necessità, peraltro unanimemente avvertita, del riordino
della materia, con l’introduzione di un sistema organico che finalmente regoli tutto il tema della
magistratura onoraria nelle varie articolazioni. Se è vero che alla magistratura si accede per concorso,
come disposto dall’articolo 106 della Costituzione, è altrettanto vero che la stessa norma prevede la
possibilità di nomina dei giudice onorari. Tuttavia, ritengo che quanto accaduto negli ultimi anni, con
le proroghe di cui ho parlato all’inizio della mia relazione, non corrisponda alla volontà del legislatore
costituente. È accaduto infatti che, per variegati motivi, il sistema giudiziario nei tribunali è arrivato ad
essere retto essenzialmente dai giudice onorari, che tra l’altro – è importante sottolinearlo – almeno per
il momento, fino a quando non verrà riformulata la pianta organica, sono in misura nettamente
inferiore alla richiesta dell’organico, secondo i dati forniti dal Consiglio superiore della magistratura.
Faccio semplicemente l’esempio dei giudici di pace, per i quali, a fronte di 3.420 posti in organico, ne
sono stati coperti soltanto 1.509. Evidentemente si è venuta a creare una discrasia, una patologia che
dovrà essere affrontata e finalmente risolta dal provvedimento in esame; ripeto, una patologia che ha
prodotto una serie infinita di proroghe, con i giudici onorari che vengono prorogati nelle loro funzioni
ormai da un tempo infinito: si pensi che qualche giudice svolge le proprie funzioni ormai da
ventiquattro anni.
Evidentemente tale patologia è dovuta al sistema, ai vari Governi che si sono succeduti e che non sono
stati in condizione di affrontare la materia. Oggi finalmente si arriva al risultato grazie al concorso di
tutte le forze politiche che avvertono la necessità del riordino della materia. In questo senso devo
ringraziare fin da ora l’apporto assolutamente collaborativo dato da tutte le forze politiche presenti in
Commissione, dai funzionari e dall’allora presidente Nitto Palma che, in maniera assolutamente fattiva,
ha offerto la sua collaborazione per arrivare a questo testo, che credo sia condiviso da gran parte delle
forze politiche, salvo alcuni aggiustamenti che comunque potranno eventualmente essere valutati in
questa sede.
Auspico quindi che si proceda nel più breve tempo possibile all’approvazione del provvedimento,
perché c’è davvero necessità di un riordino della materia, così da consentire al nuovo sistema di andare
a regime. Si tratta soprattutto di dare anche sicurezza – necessaria per chi svolge una funzione così
elevata ed essenziale nel nostro sistema, come quella delle funzioni giudiziarie – a tutti coloro che in
questi anni hanno vissuto sempre con l’incubo del precariato e col timore che le varie proroghe che si
sono succedute non venissero concesse e che quindi non hanno lavorato con la necessaria serenità.
Ribadisco quindi il mio ringraziamento a tutti i colleghi della Commissione e l’auspicio è di
concludere l’iter del provvedimento nel più breve tempo possibile.”



