A proposito dell’età massima dei magistrati onorari di pace in servizio

gdpanziani
Visto che la scienza sta facendo progressi nel prolungare anche l’idoneità psichica dei soggetti più anziani potranno i magistrati onorari in servizio riottenere il limite massimo dell’età per restare in servizio fino a 75 anni com’era fino all’attuazione dell’art. 18 bis della famigerata legge sul fallimento del 2015 che ha ridotto lo stesso limite a 70 anni entro il 31/12/2016?
“Ecco la capsula hi-tech che previene l’Alzheimer
Una volta impiantata rilascia anticorpi che attaccano le proteine beta amiloidi

Un’equipe di scienziati dell’École polytechnique fédérale di Lausanne (Epfl) ha sviluppato una capsula impiantabile che può utilizzare il sistema immunitario e indirizzarlo contro la malattia di Alzheimer. Stando a quanto spiegato dai ricercatori sulle pagine della rivista scientifica Brain, l’impianto è in grado di fornire un flusso costante e sicuro di anticorpi al cervello del paziente, eliminando selettivamente le proteine beta amiloidi, tossiche per i neuroni. Diversamente dai trattamenti tradizionali, che richiedono ripetute iniezioni di vaccino che possono causare effetti indesiderati, il trattamento sviluppato dagli esperti dell’Epfl sembra sicuro e, se usato fin dalle fasi iniziali della malattia, estremamente efficace.

Attacca le proteine beta amiloidi
Il laboratorio di Patrick Aebischer, ricercatore presso l’Epfl, ha sviluppato una speciale capsula bioattiva contenente delle cellule che sono state geneticamente modificate così da produrre anticorpi contro le beta amiloidi. La capsula, si legge su Brain, viene impiantata sotto la pelle del paziente e col tempo, le cellule, producono e rilasciano un flusso costante di anticorpi nel sangue, che arrivano al cervello e attaccano le placche amilodi. La capsula è nata da un progetto del laboratorio di Aebischer, risalente al 2014. Si tratta di un “dispositivo di macroincapsulazione” ed è composto da due membrane permeabili sigillate insieme con una cornice in polipropilene. Il dispositivo è lungo 27 mm ed ha uno spessore di 1,2 millimetri. Al suo interno si trova un idrogel che facilita la crescita cellulare. Tutti i materiali utilizzati sono biocompatibili e, evidenziano i ricercatori, il laboratorio ha specificamente usato un metodo che li rende facilmente riproducibili per la produzione su larga scala.

La scelta delle cellule è molto importante
Non solo devono essere in grado di produrre anticorpi, ma devono anche essere compatibili con il paziente, in modo da non innescare una reazione immunitaria contro di esse. Le membrane della capsula entrano in gioco per la protezione dalla reazione immunitaria, schermano le cellule che vengano identificate e attaccate dagli anticorpi. Questa protezione significa anche che le cellule di un singolo donatore possono essere utilizzate su diversi pazienti. Prima di essere introdotte nelle capsule, le cellule vengono geneticamente modificate per produrre anticorpi che riconoscono specificamente il target beta amiloide. Le cellule scelta sono estratte dal tessuto muscolare del paziente e le membrane permeabili le lasciano interagire con il tessuto circostante affinché possano ottenere tutte le sostanze nutritive e le molecole di cui hanno bisogno.

Capsula funziona sui topi
Per ora i ricercatori hanno testato il dispositivo sui topi, ottenendo grandi risultati. Le cavie – appartenenti a una linea genetica che viene comunemente utilizzata per simulare la malattia di Alzheimer – hanno mostrato una rapida riduzione del carico delle placche beta amiloidi. Il flusso costante di anticorpi prodotto dall’impianto durante 39 settimane, infatti, ha impedito la formazione delle placche amiloidi nel cervello. Il trattamento ha anche ridotto la fosforilazione della proteina tau, un altro segno del morbo di Alzheimer osservato in questi topi. Il lavoro sebbene proof-of-concept, è un punto di riferimento. Lo studio dimostra che gli impianti cellulari incapsulati possono essere utilizzati con successo e in modo sicuro per fornire gli anticorpi e trattare la malattia di Alzheimer e altre patologie neurodegenerative caratterizzate da proteine ​​difettose.”di R.Z.(fonte:notizie.tiscali.it)

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