Programma per le elezioni dei rappresentanti nel Consiglio Giudiziario Sezione AutonomaLISTA UNITA’ DEMOCRATICA

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Programma per le elezioni dei rappresentanti nel Consiglio Giudiziario Sezione Autonoma

LISTA UNITA’ DEMOCRATICA

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ELEZIONE DEL CONSIGLIO Giudiziario
Il Consiglio Giudiziario-Sezione Autonoma , che ci accingiamo ad eleggere nell’ aprile prossimo rappresenta al tempo stesso un importante appuntamento istituzionale e il coronamento di un impegno, avviato, per realizzare la maggiore partecipazione e trasparenza nel funzionamento del Consiglio.
Con il Consiglio Giudiziario anche la Magistratura di pace è entrata a pieno titolo nel circuito dell’autogoverno della magistratura.
Dobbiamo essere consapevoli che questa innovazione ha chiamato tutti i giudici di pace ad assumere un ruolo più attivo nell’organizzazione e nel funzionamento degli uffici, perché l’autogoverno perde autorevolezza e vitalità se non è alimentato dal basso, dalla partecipazione e dallo stimolo di tutti e di ciascuno. Cogliere il senso e la portata della nascita del nuovo Consiglio
significa innanzi tutto respingere qualsiasi interpretazione riduttiva del suo ruolo ed essere consapevoli della delicatezza e dell’importanza del servizio che i colleghi che verranno eletti sono chiamati a svolgere.
UNITA’ DEMOCRATICA ha deciso di presentarsi a questa elezione. Ciò
scaturisce dalla condivisione dei medesimi obiettivi sui temi ordinamentali e si traduce in un impegno programmatico comune per l’azione che il Consiglio giudiziario dovrà svolgere in direzione dell’efficienza, partecipazione e responsabilità nella gestione degli uffici.

1. Il regolamento: trasparenza e pubblicità
Già il primo atto del Consiglio giudiziario – l’approvazione del suo regolamento interno –
costituirà un banco di prova per l’applicazione dei principi che si sono indicati.
Il regolamento dovrà garantire adeguate forme di pubblicità dell’ordine del giorno,
delle sedute e dei verbali. La pubblicità, del resto, è stata ritenuta dal CSM la regola per i
lavori dei consigli giudiziari, in considerazione della loro origine elettiva, che richiede la
trasparenza delle decisioni adottate, anche per garantire il controllo pubblico sulle
modalità con le quali è esercitato il mandato degli eletti; la segretezza costituisce invece
l’eccezione, giustificabile solo per la salvaguardia della riservatezza degli interessati e
della libertà di opinione e di voto dei componenti.
L’effettiva pubblicità potrà essere favorita dalla creazione, nel sito internet della Corte di
Appello, di una sezione dedicata ai lavori della Sezione autonoma per i Giudici di Pace del
Consiglio giudiziario, sì da renderne più agevole la conoscenza da parte dei colleghi.

2. Tabelle e organizzazione degli uffici: un progetto per migliorare il nostro lavoro.
Le competenze tabellari del Consiglio giudiziario costituiscono la sua più importante
attribuzione, anche perché ad essa partecipano pienamente anche i rappresentanti
dell’avvocatura. Con essi i nostri rappresentanti dovranno impegnarsi a ricercare un
dialogo costante e una leale e proficua collaborazione, rifuggendo da ogni chiusura
corporativa.
La tabella è, per un verso, lo strumento previsto dal legislatore per realizzare la garanzia
della precostituzione del giudice e la sua indipendenza interna, in funzione
dell’uguaglianza dei cittadini; per altro verso, è sede di elaborazione di un vero e proprio
progetto organizzativo dell’ufficio.
Quanto al primo aspetto, vanno perfezionati e rafforzati i criteri di assegnazione
degli affari oggettivi, predeterminati e tali da consentire la verifica a posteriori del
loro rispetto, perché non basta che i criteri siano enunciati sulla carta, ma occorre
anche controllarne la effettiva applicazione.
L’aspetto organizzativo, poi, è centrale in un momento di grave contrazione degli organici.
Dalla capacità dell’autogoverno di organizzare, intanto, al meglio l’esistente, in vista della
resa di un servizio il più possibile celere e qualitativamente adeguato, dipende la forza
della sua legittimazione a rivendicare, nei confronti delle istituzioni politiche, l’adozione
delle ulteriori, indispensabili misure a sostegno della funzione giudiziaria, e dipende anche
la credibilità dell’autogoverno stesso agli occhi dell’opinione pubblica.
Indispensabile supporto delle competenze in materia organizzativa del Consiglio è la
creazione della Commissione flussi e pendenze, strumento prezioso per valutare la
correttezza dell’analisi dei flussi posta a base del programma organizzativo dell’ufficio e
l’idoneità della proposta tabellare al raggiungimento degli obiettivi da perseguire.
Il lavoro della Commissione sarà certamente agevolato dalla collaborazione
con il sistema sigp , il cui apporto deve essere valorizzato anche in funzione
dell’organizzazione.

Qualunque soluzione si sperimenti, essa non potrà prevedere un ulteriore aggravio di
lavoro per i giudici di pace, perché è stato ormai raggiunto il limite massimo compatibile
con lo svolgimento delle delicate funzioni al livello qualitativo richiesto nell’interesse dei
cittadini. Nessun progetto organizzativo può prescindere dal limite obbiettivo della capacità
di definizione degli affari dell’ufficio, in relazione alla tipologia della domanda di giustizia e
alle risorse umane e materiali e, conseguentemente, all’analogo limite che incontra il
singolo giudice di pace.
Se non è possibile lavorare di più, è tuttavia possibile lavorare meglio, più proficuamente e
dignitosamente. Vanno migliorate le condizioni logistiche e di supporto all’attività dei
giudici di pace (disponibilità, per esempio, di idonee postazioni di lavoro in ufficio e di una
biblioteca fornita ed efficiente). Vanno adottate – sfruttando anche il patrimonio di
conoscenze informatiche e di esperienze accumulato negli anni dal CED – opportune
misure organizzative, in parte già sperimentate con successo presso alcune sezioni, che
ottimizzino la resa del lavoro senza incrementarne la quantità ; gli affari vanno ripartiti in
base a criteri che assecondino le competenze specifiche di ciascun giudice di pace e
siano applicati con equità e trasparenza.

.3) Valutazioni di professionalità
L’esercizio della fondamentale funzione di valutazione della professionalità dei giudici di
pace, alla quale il Consiglio giudiziario contribuisce con la sua funzione consultiva, non
solo in occasione delle valutazioni periodiche di conferma, ma anche dei procedimenti
disciplinari, dovrà ispirarsi a criteri di equilibrato rigore, serietà, attendibilità,
oggettività
. Ciò che serve, nei pareri, sono i fatti. L’appiattimento su formule
generiche e non verificabili risulta ormai impresentabile davanti all’opinione
pubblica, mortifica i meriti di chi si impegna realmente, pregiudica le scelte degli organi di
autogoverno o, nella migliore delle ipotesi, è del tutto inutile. Mentre essenziale rimane la
garanzia del diritto alla difesa dei giudici di pace mediante il diritto degli stessi di poter
essere ascoltati sia dal Consiglio Giudiziario che dal CSM, con possibilità di deposito
di memorie e documenti e di presa visione degli atti del procedimento, con facoltà di
assistenza di un altro magistrato di pace od ordinario davanti al Consiglio Giudiziario ed al
CSM.

4. Formazione e autoformazione
Oltre a formulare proposte al comitato direttivo della Scuola superiore della
magistratura di formazione autonoma, anche attraverso la ricerca di metodologie nuove
come quella dei cosiddetti laboratori di autoformazione, particolarmente adatti per una
platea di utenti che sono già in possesso di elevate professionalità.

UNITA’ DEMOCRATICA
I Candidati

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