
“ANM: Via libera alle primarie per l’elezioni del Csm
È un via libera a larghissima maggioranza, con sole due astensioni, quello espresso dal “parlamentino” dell’Associazione nazionale magistrati alla proposta di consultazioni primarie in vista delle elezioni dei togati per il nuovo Consiglio superiore della magistratura. Il Comitato direttivo centrale del sindacato delle toghe, dunque, ha detto sì nella giornata di sabato alla previsione di primarie, che saranno svolte in tempi utili per definire le candidature di 16 togati nel nuovo Csm, dato che l’attuale consiliatura scadrà nel prossimo luglio.
La proposta illustrata sabato mattina dal presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, prevede la partecipazione alle primarie di «tutti i magistrati aventi diritto di voto alle elezioni Csm, anche se non iscritti all’Anm», con un sistema elettorale a «collegio unico nazionale», un numero di candidati «non superiore a quello dei componenti da eleggere per ciascuna categoria» (4 pm, 10 giudici di merito, 2 giudici di legittimità), una scheda di voto per ogni categoria «con la possibilità di esprimere per ognuna il voto di lista e una sola preferenza», e la possibilità di concorrere con liste «presentate da almeno 25 magistrati aventi diritto al voto al Csm». La proposta è stata emendata con l’inserimento di una soglia di partecipazione pari al 70% degli aventi diritto al voto.
Ad astenersi sulla delibera che ha dato l’ok alle primarie sono Satti Francesca Picardi (Magistratura indipendente) e Andrea Reale, rappresentante di Proposta B (il quale avrebbe preferito, ma la sua proposta é stata respinta, che a decidere in merito fosse l’assemblea di tutti gli iscritti all’Anm). «L’ampia condivisione – ha sottolineato il presidente Sabelli, al termine della riunione – è un ottimo risultato. Si restituisce il valore di un interpello della base per indicare la rappresentanza al Csm». Secondo Sabelli, anche la previsione di un quorum al 70% non rappresenta un problema: «Ci auguriamo ci sia una buona partecipazione e il 70% é un obiettivo possibile». Tra i magistrati, infatti, si sottolinea che la partecipazione al voto, sia per le elezioni dei rappresentanti all’Anm, sia al Csm, solitamente raggiunge livelli molto alti, prossimi al 90% degli aventi diritto.
Le primarie per i candidati al Csm non sono un’assoluta novità: nel 2010 infatti, il gruppo di Area – che riunisce Magistratura Democratica e Movimento per la giustizia, le correnti di sinistra delle toghe – aveva indetto delle consultazioni primarie proprio per scegliere all’epoca i suoi candidati al Csm.
Il dibattito – che si è svolto sabato 23 novembre – non ha mancato di sottolineare «notevoli criticità» nell’attuale sistema elettorale per il Consiglio superiore della magistratura. «Fa schifo – ha affermato il segretario di Unicost, Marcello Matera, annunciando il suo sì alle primarie – è peggio del porcellum. Non dà rappresentatività e ha già determinato l’esistenza di lobbies all’interno della magistratura. Di fronte alle primarie non ci tiriamo indietro, il voto per essere effettivo deve essere credibile». Anche secondo Ezia Maccora, esponente di Magistratura Democratica nel direttivo dell’Anm, «questo sistema elettorale non va bene, è stato introdotto per togliere potere al pluralismo associativo. Ben vengano le primarie per restituire rappresentatività democratica al Csm». Anche il presidente dell’Anm, Rodolfo Sabelli, ha condiviso il fatto che «questo sistema elettorale non consente una reale rappresentatività e non permette alla base di esprimere una scelta. C’é un’incoerenza – ha concluso – tra il sistema con cui si eleggono i componenti dei Consigli giudiziari e quello previsto per le elezioni dei togati al Csm». (Fonte: Agi)



