Giustizia:riesce lo sciopero dei giudici di pace ,fermi 200 mila processi

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“Giustizia:riuscito lo sciopero dei giudici pace ,fermi 200 mila processi .Astensione fino al 6 dicembre;’ci riconoscano nostri diritti’ – Due settimane di sciopero e circa ”200 mila processi rinviati” per ”denunciare una condizione di precariato intollerabile e illegale, senza alcuna tutela previdenziale, della salute e della maternita’ e senza garanzia di indipendenza e autonomia”: la protesta dei giudici di pace e’ cominciata oggi e durera’ fino al 6 dicembre. L’astensione dal lavoro causera’ il rinvio di ”circa 200 mila processi in tutta Italia”, anche perche’, secondo i primi dati, l’adesione allo sciopero e’ ”del 95%”. Saranno garantiti solo i ”processi urgenti”, come ”le udienze nei Cie e quelle per le sospensioni di patente; nel penale, i processi che si stanno per prescrivere”.
I giudici di pace, hanno affermato nel corso di una conferenza stampa a Roma, svolgono il ”60% dell’attivita’ di primo grado in materia civile, ma non hanno diritti costituzionali”. Nel 2011, e’ stato ricordato, i soli processi di cognizione iscritti negli uffici del giudice di pace erano 556.017 a fronte dei 389.390 iscritti nei tribunali. Con l’introduzione della giustizia onoraria i processi di cognizione dal 1994 a oggi sono diminuiti del 45% e la durata media dei processi e’ inferiore all’anno contro i 5 anni di quella dei processi nei tribunali. ”L’attivita’ dei giudici onorari costa 80 milioni di euro annui, contro i 4,5 miliardi del sistema della giustizia”, hanno puntualizzato , che a causa ”della carenza di tutele” ha deciso di ”adire alla Corte europea dei diritti dell’uomo”. ”A luglio – hanno ricordato – abbiamo avuto un incontro con il ministro della Giustizia, Anna Maria Cancellieri, che, per risolvere il nodo precarieta’, si era impegnata a darci dei mandati quadriennali con verifica del Csm, ma con la legge di stabilita’ ci e’ stata data solo una proroghetta di un anno, e’ umiliante”. ”Noi chiediamo una riforma – hanno aggiunto – ma non il progetto di Caliendo, che e’ peggiorativo e non da’ soluzioni”. Serve una riforma presto, ha sollecitato Diego Loveri, presidente di Unita’ democratica giudici di pace, anche in vista ”delle scadenze dei mandati” di un organico che e’ gia’ ”al di sotto del 40%”. ”Il 3 dicembre incontreremo il Csm – hanno concluso – ma non abbiamo nessuna intenzione di fermarci, continueremo con azioni di protesta finche’ non ci saranno garantiti i diritti”.(fonte:ANSA).

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