
“Una delegazione di politici ha visitato il Centro di Identificazione ed Espulsione di Gradisca d’Isonzo, Gorizia. Del gruppo facevano parte Giulio Lauri, di Sel, Silvana Cremaschi e Diego Moretti, del Pd. La visita era stata fissata prima che il centro venisse sgomberato a seguito delle rivolte della settimana scorsa.AgenParl ha riportato sul web alcune dichiarazioni rilasciate da Lauri, capogruppo di Sinistra Ecologia e Libertà in consiglio regionale.
I giornalisti non hanno avuto accesso al centro. Sul web non sono mai state diffuse le foto dei danni subiti dalla struttura in questi giorni.
Ufficialmente il centro progettato per ospitare 248 persone avrebbe soltanto 18 posti agibili. “Non abbiamo visto alcun ambiente in cui la permanenza di esseri umani possa avvenire in condizioni igienico sanitarie, e, più in generale, di civiltà adeguate a garantire i più elementari diritti umani”, ha detto Lauri.
Secondo il consigliere il luogo non è riformabile, ed è intrinsecamente incompatibile con il rispetto della dignità umana. “Ci auguriamo che nel Governo nessuno pensi che basti dargli una riverniciata o ristrutturarlo per poi riaprirlo”.
Lauri ha anche pensato ai lavoratori della cooperativa che gestisce il centro. Lo Stato dovrebbe pagarli integralmente e non lasciarli in strada. “Nessuno può permettersi di usarli come alibi per continuare a tenere aperti i Cie in questo paese”.
Intanto, il Piccolo scrive che non è ancora stata fissata la data di inizio dei lavori di ristrutturazione, né la loro durata, né la procedura di riapertura del centro (una sezione alla volta oppure tutto insieme)”.(fonte:blogger)



