Fascicoli «spostati» in cambio di regalie: ai domiciliari finiscono anche 2 avvocati a Napoli

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“Un cancelliere aveva offerto a un commerciante aiuto in cambio di una tv, dopo il rifiuto di pagare la minaccia. Ai domiciliari due avvocati (l’avvocato XX e il suo collaboratore XX) tra i 14 indagati nell’ambito dell’inchiesta sulla gestione illegale dei fascicoli processuali nel tribunale di Napoli. Oltre ai due indagati ai domiciliari sarebbero 12 gli obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria.

LE REGALIE – Dietro compenso di denaro o regalie vari gli indagati si sarebbero impegnati a far sparire fascicoli processuali o a modificare il normale iter giudiziario. È quanto scoperto a Napoli. Le ordinanze cautelari, emesse dal gip del Tribunale partenopeo, sono state eseguite dai finanzieri del Nucleo di polizia tributaria su richiesta della locale Procura, nell’ambito di una più ampia indagine relativa a fenomeni di corruzione negli uffici giudiziari del distretto.

LE INTERCETTAZIONI – Già lo scorso 15 gennaio erano stati eseguiti una serie di provvedimenti cautelari nei confronti di avvocati, cancellieri, dipendenti pubblici e faccendieri della Corte d’Appello del capoluogo campano perché coinvolti in una vera e propria associazione per delinquere. Nuove perquisizioni, intercettazioni telefoniche e ambientali, l’acquisizione di documentazione e atti processuali oltre alle dichiarazioni di alcune persone a conoscenza dei fatti, hanno consentito di accertare il coinvolgimento di altri due avvocati penalisti in episodi di corruzione e di contestare nuove condotte illecite nei confronti dei destinatari della prima ordinanza cautelare.

IL CASO DEL CANCELLIERE – E spunta anche il caso del cancelliere del tribunale di Sorveglianza che ha minacciato un commerciante napoletano che non voleva pagare la tangente. In cambio di un televisore di ultima generazione, e costosissimo a quanto riferito il cancelliere infatti aveva proposto al commerciante un ‘intervento’ su un fascicolo che lo riguardava. Al rifiuto del commerciante di pagare gli aveva detto che avrebbe fatto risalire a galla il procedimento spostando il fascicolo tra quelli «prioritari».

I TARIFFARI – Tra l’altro gli avvocati secondo l’indagine avevano dei veri e propri tariffari in modo da chiedere al cliente la «giusta somma» per il loro intervento sul fascicolo giacente in cancelleria. Molti degli «aggiustamenti» svelati riguardano anche esponenti della criminalità organizzata. Come nel caso di un esponente di vertice del clan xxxx-xxxx, che, attraverso la moglie, ha alterato una procedura relativa a una sentenza di condanna definitiva che lo riguardava. La prima tranche dell’inchiesta è già alla fase dibattimentale, e qualche imputato ha patteggiato la pena, altri hanno aderito al rito immediato.”(fonte:corrieredelmezzogiorno.corriere.it)

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