L’art. 18 dello Statuto dei lavoratori e la riforma legislativa del lavoro

Comunicato
L’attuale discussione sulla riforma o abolizione dell’art.18 relativa al licenziamento illegittimo ed alla tutela del lavoro nelle aziende con oltre 15 dipendenti nasce dalla considerazione che i diritti dei lavoratori, conquistati dal movimento sindacale e dai nostri padri costituenti ,che hanno posto nel primo articolo il cardine del lavoro come fondamento dell’Italia repubblica democratica, vanno difesi ad oltranza. Non a caso dopo discussioni animate nell’Assemblea Costituente fu preferito nel 1947 il termine “lavoro” a quello iniziale di ” lavoratori” perché includesse tutti i cittadini e non solo i prestatori di lavoro ma anche gli imprenditori ed i lavoratori autonomi. Ora si discute di abolizione di un pezzo di storia non solo sindacale ma anche costituzionale.

Non possiamo con questo comunicato non sottacere la preoccupazione di Unità Democratica Giudici di Pace sulla riforma della disciplina delle leggi sul lavoro che integra un coniugazione tra l’incertezza del futuro di tutto il mondo del lavoro e la temibile progressiva abolizione, man mano ed uno alla volta, di tutti i diritti dei lavoratori. Chi più dei giudici di pace può essere solidale con il movimento sindacale vista la precarietà del loro rapporto di lavoro senza garanzie costituzionali di tutela della malattia, della previdenza, del rapporto a lavoro a tempo indeterminato,ecc.? Condividiamo il comunicato di MD che vede nell’incostituzionalità di una riforma dell’art.18 e dell’attuale diritto del lavoro uno dei fattori essenziali perché l’attuale governo possa riflettere prima di modificare l’attuale legislazione del lavoro ed esprimiamo solidarietà al movimento sindacale che difende i valori costituzionali attuati storicamente con la fine degli anni sessanta e l’inizio degli anni settanta in Italia.
Diego Loveri (segr.gen.UDGDP)

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