Giudici di pace in sciopero: cause in tilt

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“A Pescara per l’astensione dal lavoro slitteranno ad altra data 188 udienze per controversie civili previste fino al 6 dicembre Occhio a chi ha un procedimento civile davanti al giudice di pace, previsto in questa settimana, e fino al 6 dicembre compreso. Saranno infatti 188 i fascicoli che, al tribunale di Pescara, per via dello sciopero nazionale indetto da ieri dalle associazioni di categoria verranno discussi in altra data. All’astensione dalle udienze hanno infatti aderito due dei giudici della sezione civile, sui 13 totali tra civile e penale (il 15%):
Annamaria Bertucci Bellafante, che a ruolo, in queste due settimane, aveva iscritti 92 procedimenti, e Gaetano Marzuoli, che invece ne aveva 96. Un terzo giudice, ma della sezione penale, deciderà nelle prossime ore se aderire o no allo sciopero.

Una percentuale bassa, dunque, tra coloro che hanno deciso di protestare formalmente contro, in primis, il precariato (il mandato non è rinnovabile oltre gli 8 anni) e la mancanza di tutele previdenziali e assistenziali, come le malattie oltre i sei mesi, ma che comunque comporterà dei disagi a chi aveva pensato di risolvere le proprie controversie in questi giorni.

I procedimenti del giudice Bellafante saranno dunque rinviati, ma tuttavia sbrigati entro il 9 gennaio prossimo, mentre quelli del giudice Marzuoli li saranno entro il 22 febbraio. Un organico, quello dell’ufficio del giudice di pace coordinato da Michelangelo Mayer, che prevede 20 magistrati onorari, mentre tra pensionamenti e altre cause ora si è ridotto a 13 unità: dieci occupate nel civile e 3, compreso Mayer, che guida la struttura al secondo piano del tribunale, nell’ala nella quale risiedono anche il Tar e e l’Ordine degli avvocati, destinate al penale. Un carico di lavoro di più o meno 6000 procedimenti all’anno, tra iscrizioni, cause civili, incidenti stradali, decreti ingiuntivi e espulsioni e accompagnamenti relativi agli immigrati.

Tra questi seimila procedimenti, «che vengono smaltiti nei tempi previsti», sottolinea Mayer, 700 sono di natura penale. In particolare, tutto ciò che riguarda le ingiurie, le minacce e le lesioni volontarie, che però non oltrepassano i venti giorni di prognosi. Questo in un organigramma in cui però mancano anche un direttore amministrativo («A ciò necessariamente sopperisco io», fa notare il coordinatore) e «un paio di cancellieri. Se aumentassero infatti loro», continua Mayer, «potremmo anche giungere ad un numero più alto di udienze settimanali nella sezione penale, che attualmente sono una a settimana per ciascuno dei tre giudici». Un impegno, comprese le cosiddette udienze di discussione – ovvero, com’è accaduto anche ieri mattina a proposito di una coppia che pensava che la propria udienza si sarebbe svolta regolarmente come previsto, e che invece, visto lo sciopero, ha optato per chiedere informazioni tecniche al coordinatore -, per il quale un giudice di pace può percepire fino a 1800 euro lordi mensili. Ma non si tratta di uno stipendio, visto che i magistrati onorari percepiscono un gettone per ciascuna udienza (36 euro), per un massimo di 110 all’anno da celebrare, circa 56 euro per ogni procedimento svolto e più o meno 10 euro per ogni sentenza. Di fisso, hanno solo un’indennità forfetaria di 258,22 euro mensili.(Fonte:Vito de Luca-ilcentro.gelocal.it)

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