Proposte sindacali che dividono la categoria dei giudici di pace

carceri4
Singolare e stupefacente quanto anomala e non condivisibile azione di proposta sindacale di un’associazione che continua ad incontrare personalità di vari ministeri e della presidenza della repubblica affermando di rappresentare i giudici di pace che ,in materia di competenza penale (dopo l’approvazione della legge relativa all’estensione ai giudici di pace della giurisdizione penale per reati minori non connessi con pene detentive in carcere) secondo loro non vedrebbero l’ora di occuparsi anche dei “furti”, delle “ricettazioni”, delle “rapine”,dello “spaccio di droga”, delle “lesioni colpose con esiti gravi e gravissimi” ecc.(anche in riferimento ai reati relativi all’immigrazione) perchè il rito del procedimento penale davanti al giudice di pace sarebbe più rapido di quello davanti al tribunale e potrebbe risolvere il problema dell’affollamento delle carceri. Il dissenso è rappresentato dal fatto che la competenza dei giudici togati in materia penale (per i reati non già di competenza dei giudici di pace) sia indiscutibile e che semmai è stato proposto da più parti di depenalizzare i reati di competenza dei giudici di pace altro che assegnarne di nuovi….In ogni caso e ad ogni buon conto pubblichiamo anche l’ articolo apparso in rete.(d.l.)

“Una delegazione della Confederazione Giudici di Pace composta dal Presidente , dal Vice Presidente e dal Segretario Generale Cav. ha avuto un incontro con il Vice Capo del DAP , su incarico del Ministro della Giustizia.

I rappresentanti della delegazione hanno esposto le proposte della Confederazione, finalizzate non solo alla riduzione della popolazione carceraria, ma anche alla realizzazione una più efficiente azione dello Stato nella repressione dei reati c.d. predatori (quali ad esempio le fattispecie di furti, ricettazione e rapine non aggravate), che interessano direttamente la quotidianità dei cittadini.

Il Giudice di Pace può avvalersi di un rito più rapido di quello del Tribunale, nel pieno rispetto dei principi dell’articolo 111 della Costituzione, rito che, inoltre dà una effettiva risposta di giustizia, non applicandosi alle sentenze di questo magistrato la sospensione condizionale della pena.

Il trasferimento della competenza per questa tipologia di reati unita ad una modifica legislativa che preveda la possibilità di applicare la permanenza domiciliare continuativa in prima battuta, costituisce poi una risposta adeguata alla tipologia di reato commesso, nel pieno rispetto del principio della proporzionalità della pena così come ribadito dall’Unione Europea.

L’intervento normativo più efficace proposto riguarda poi la previsione del trasferimento della competenza al Giudice di Pace in materia di ‘piccolo spaccio’, in cui il più delle volte l’autore del reato è anche consumatore di sostanza stupefacente.

Tale tipologia di reati interessa quasi il 40% dei detenuti in carcere.

L’attuale situazione carceraria non è più sostenibile in quando disumana e sta inoltre comportando la condanna dell’Italia a pesanti risarcimenti dalla Corte Europea dei Diritti dell’Uomo per la violazione all’art. 3 della Convenzione a causa del sovraffollamento carcerario.

La sanzione della permanenza domiciliare applicata dal Giudice di Pace, invece di quella detentiva, realizzerebbe inoltre quel modello delle Drug Courts americane, che si sta diffondendo nel Nord Europa e che ha determinato una risposta efficace al fenomeno del consumo di sostanze stupefacenti ed alla repressione dello spaccio.

Il Consigliere Cascini si è detto interessato delle proposte, condividendole in linea di principio ed ha confermato che avrebbe riferito al Ministro ed all’Ufficio Legislativo, trasmettendo i progetti della Confederazione.

Il Giudice di Pace è un magistrato appartenente all’ordine giudiziario, un primo grado di giurisdizione, che può garantire professionalità ed imparzialità, trattando con competenza la materia dell’immigrazione irregolare (in ambito civile e penale) e reati di diretto impatto sociale e gravità quali le lesioni colpose con esiti gravi e gravissimi; per questo occorre valorizzarne le funzioni, nell’interesse del Paese e del funzionamento del servizio Giustizia.”
(fonte:newsfood.com)

FacebookTwitterEmailTelegramShare

I Commenti sono chiusi