

Pubblichiamo un triste articolo sulla scomparsa del collega Sambrotta e porgiamo le nostre condoglianze più sentite alla famiglia ricordandolo.
«Oggi per tutti noi è una giornata tristissima». Bastano pochi minuti di passa parola per riunire tutti i funzionari, le forze dell’ordine e i magistrati presenti in tribunale, nell’aula penale al primo piano. È il presidente Sergio Trentanovi a chiedere di dedicare un momento di riflessione per la scomparsa del collega Nicola Sambrotta .
«Il giudice di pace Sambrotta ci ha onorato della sua presenza a Belluno, Pieve di Cadore e Cortina per tre mandati dal 2003, quando in novembre fu firmato il suo decreto di nomina, fino a questa notte», ricorda Trentanovi. «Oggi (ieri, ndr) avrebbe avuto udienza, non vedendolo arrivare lo hanno chiamato, ma lui non rispondeva. Quando sono andati a cercarlo a casa, purtroppo, lo hanno trovato morto. La sua improvvisa scomparsa ci rende tristissimi, perché di lui tutti hanno sempre detto bene. Anche dietro gli occhiali i suoi occhi esprimevano limpidezza», prosegue il presidente del Tribunale. «Ho parlato con lui diverse volte ed era sempre un grande piacere. Non ci resta che pensare e pregare per lui».
A Belluno da pochi mesi, anche il procuratore capo Francesco Saverio Pavone aveva avuto occasione di conoscere il giudice Sambrotta: «Mi associo alle parore del presidente e al ricordo di questo professionista», dice Pavone, che poi lascia la parola alla presidente dell’Ordine degli avvocati, Annarosa Bianchi Bridda: «Tutta l’avvocatura bellunese vuole portare le sue condoglianze e la sua vicinanza alla famiglia del giudice Sambrotta, che ha svolto la sua funzione da vero professionista. Competente, gentile, mite, il ricordo di lui sarà sempre per noi opportunità di crescita».
Dalla sede del giudice di pace è arrivata il funzionario Luisa De Valier, profondamente commossa: «Siamo molto toccati. Abbiamo lavorato con lui fino a ieri, non avremmo mai immaginato di non rivederlo più. Il giudice Sambrotta era un uomo di estrema gentilezza con tutti, ma in particolare con noi che eravamo al suo fianco ogni giorno. Per noi è dura, perché è come se fosse mancato uno di famiglia e non lo dimenticheremo mai. Siamo vicini alla famiglia per questa perdita terribile».
Sambrotta aveva preso servizio nell’ufficio del Giudice di Pace a inizio 2004 ed era originario di Chieti.(i.a.)(fonte:corrierealpi.gelocal.it)
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Lo hanno trovato nel letto, “addormentato”. Nicola Sambrotta, 67 anni, volto noto della giustizia bellunese per aver ricoperto dal 2003 la carica di giudice di pace, si è spento nella sua casa a Domegge per un infarto. A lanciare l’allarme, ieri mattina, è stata la moglie, Maura Marengon, che si trovava a Roma. «Mi sono preocupata – ha raccontato ieri sera mentre era in viaggio per tornare a Domegge -, perché di solito ci sentiamo spesso. Poi, vedendo che non rispondeva alle mie chiamate, ho subito chiesto aiuto».
«Ci eravamo trasferiti qui 19 anni fa – spiega ancora la signora Sambrotta -, e qui mio marito si era subito trovato bene, fino al punto di decidere di restarci per sempre». Sambrotta si era innamorato, come afferma la moglie, del mestiere del giudice. E la sua passione, la sua dedizione, la sua disponibilità nel contribuire ad alleggerire i fardelli della giustizia sono stati ricordati ieri in tribunale. Il funerale sarà celebrato domani alle 15 a Domegge.”(fonte:ilgazzettino.it)



