
“La Circolare “Pignatone” e lo stato dell’amministrazione giudiziaria Ferranti: “Giustizia in cronico stato di necessità, servono risorse” La presidente della commissione Giustizia della Camera Donatella Ferranti commenta così la circolare Pignatone. L’atto con il quale il procuratore capo di Roma stabilisce delle priorità nei reati da perseguire, perché, a causa della carenza di personale, il giudice monocratico del tribunale può sostenere al massimo dodicimila procedimenti all’anno.
“Governo e Parlamento pronti a dare risposte” 09 marzo 2014Numero limite ai processi. Il Procuratore Capo di Roma Giuseppe Pignatone ha emanato una circolare: non potranno essere più di dodicimila all’anno le richieste di fissazione di udienze da parte dei pm al solo giudice monocratico. La carenza di organico – soprattutto di personale amministrativo – richiede di determinare dei reati ai quali attribuire una corsia preferenziale, come consente il decreto legislativo 51 del 1998. Pignatone ha varato questo provvedimento proprio per evitare che procedimenti su reati importanti finiscano in esubero, dato che le richieste annuali sono dalle 18mila alle 20mila. Per questo, occorre dare priorità ai reati più importanti, per far sì che rientrino nelle 12mila udienze annue sostenibili. Le richieste in esubero, invece, finiranno in un apposito registro, chiamato Sdas (sezione definizione affari seriali), per evitare che finiscano in un “limbo giudiziario” irrintracciabile. Reati a bassa offensività concreta Occorre precisare che i reati individuati con “priorità secondaria” e che potranno finire nello Sdas sono trasgressioni minime, come le resistenze e gli oltraggi a pubblici ufficiali, guida senza patente o in stato di ebbrezza, i mancati adempimenti degli obblighi derivanti da misure di prevenzione, fino ai furti sul banco del supermercato o la contraffazione di prodotti venduti al dettaglio. Trasgressioni che si tramutano in fascicoli che per la statistica equivalgono a procedimenti per rapine o omicidi, ma che nella maggior parte dei casi non hanno nemmeno bisogno di indagini per essere definiti. Donatella Ferranti è la presidente della Commissione Giustizia alla Camera. Il Parlamento ha da poco varato la legge “svuota carceri” contro il sovraffollamento delle nostre case circondariali. Uno dei tanti punti del dossier giustizia, che annovera diversi problemi. Presidente Ferranti, la circolare Pignatone non è l’ammissione di un sistema al collasso, che non riesce nemmeno a celebrare processi dal giudice monocratico? Il Tribunale di Roma vive una situazione di cronica carenza di personale, soprattutto amministrativo, che impedisce la celebrazione dei processi. Si tratta di un eccezionale stato di necessità, nel quale molti procedimenti vengono “cestinati di fatto”. La circolare Pignatone impedisce che vengano cestinati provvedimenti importanti e cerca di fare chiarezza. Poi, occorrono risorse per garantire la certezza del giudizio. Quali misure occorrono? Si tratta di questioni molto pratiche. Dal 2000 non vengono banditi concorsi per il personale amministrativo. Bisogna razionalizzare il personale nella pubblica amministrazione e favorirne la mobilità, per impiegarlo laddove serve davvero. La legge c’è già, ora occorrono degli atti amministrativi. Poi bisogna ripartire dal fondo unico per la giustizia, rafforzarne le risorse ed utilizzarlo per rendere efficiente il sistema giustizia. A marzo in Parlamento voteremo la delega al governo per la messa alla prova, la sospensione dei processi a carico di imputati irreperibili, depenalizzazioni di reati minori che diventeranno illeciti amministrativi, così da alleggerire il carico dei tribunali. Il governo Renzi ha annunciato una riforma al mese, ci sarà spazio anche per la riforma della giustizia? La giustizia è essenziale per la crescita anche economica del Paese. Non si possono ignorare le difficoltà della giustizia civile – che fa meno notizia di quella penale – e che, se resa più efficiente, può rilanciare gli investimenti nel nostro Paese. Il Parlamento è pronto ad un lavoro di raccordo e sinergia con il governo – ne ho già parlato con il ministro Andrea Orlando – per dare risposte concrete sulla giustizia, che gli italiani attendono ormai da troppo tempo.”di Mario De Pizzo (fonte:rainews.it)



