Giudici di pace: chiuse nel Pordenonese tre sedi dal 29 aprile . Stop ai nuovi fascicoli a San Vito, Spilimbergo e Maniago

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“Stop ai nuovi fascicoli a San Vito, Spilimbergo e Maniago. Lavoro sugli arretrati sino a fine ottobre, poi tutti a Pordenone
Ufficialmente chiuderanno i battenti il prossimo 29 aprile. Ma in realtà continueranno a essere operativi fino al 29 ottobre.

Lo saranno, però, a metà, in quanto le udienze si svolgeranno nelle sedi periferiche di San Vito al Tagliamento, Spilimbergo e Maniago mentre le iscrizioni a ruolo delle nuove cause avverrà solo ed esclusivamente negli uffici centrali di Pordenone.

E’ caos per il futuro delle tre sedi staccate del Giudice di pace operative nel Pordenonese.

Per il momento si sta attendendo un elenco completo dei Comuni che hanno dato l’assenso a mantenere i presidi giudiziari sul loro territorio di competenza. Il Ministero parla di circa 300 realtà in Italia ma San Vito al Tagliamento, Maniago e Spilimbergo non risultano aver prestato alcuna disponibilità.

Poi ai Comuni interessati sarà concesso un ulteriore periodo di tempo per revocare eventualmente la volontà a pagare le spese di funzionamento degli uffici. Solo allora si partirà con il trasferimento del personale e del mobilio.

Sulla carta si prevede che la materiale soppressione dei tre uffici periferici sarà fisicamente ultimata con la fine di ottobre. Ma già dal 29 aprile, data di scadenza dell’originario decreto ministeriale, non sarà più possibile portare nuovi fascicoli nelle sedi dislocate.

Massima attenzione, quindi, per avvocati e parti che ricorrono da soli contro multe e sanzioni amministrative: la prassi tutta italiana è quella di depositare gli atti l’ultimo o il penultimo giorno disponibile. Potrebbe accadere che, non ben informati del cambio di sede, utenti e legali si rechino a San Vito, Spilimbergo o Maniago per avviare un nuovo ricorso.

Gli interessati troveranno lo sportello aperto e le attività di udienza in corso ma nessun cancelliere pronto a ricevere la documentazione.

Dal 29 aprile, infatti, ogni incombente non legato all’arretrato sarà di competenza di Pordenone. Anche se il fatto a cui si riferisce la vertenza è capitato fuori circondario. Insomma un bel grattacapo, con parti e avvocati che rischieranno di perdere i termini di deposito dovendo correre nel capoluogo provinciale al limite del tempo utile.

Resta poi l’incognita di eventuali interpelli del personale: non tutti i dipendenti potrebbero aderire alla richiesta del Ministero di trasferirli in riva al Noncello, scegliendo magari altri sportelli più vicino casa. Attualmente Maniago e Spilimbergo sono gestiti dal giudice Alessio D’Andrea, che si occupa anche di Pordenone e per alcune volte al mese della new entry Portogruaro. La realtà di San Vito è invece affidata alla sua collega Flora Bianchi.”(fonte:messaggeroveneto.gelocal.it)

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