
Dopo anni di situazione allarmante in Italia per la presenza di odio razziale in vari settori della società assistiamo purtroppo ad un nuovo episodio, che indica la pericolosità della sottovalutazione del fenomeno ,che si presenta in tutti gli ambienti (stadi,cie,ecc.) dove insidie razziste , sempre più presenti ,possono trascendere in eccessi criminali,dando un’immagine italiana decisamente incostituzionale e contraria ai diritti fondamentali dell’uomo tutelati dalla Corte Europea dei diritti umani.
“Il giorno dopo gli insulti razzisti a Boateng, il club di Busto Arsizio apre la tribuna d’onore ai tifosi di colore. Il patron Vavassori: “Decisione presa per festeggiare insieme la gioia di una partita di calcio”. Ipotesi di reato per i tifosi, uno è stato già denunciato: frequenta abitualmente lo stadio ed è abbonato della società di Busto. Il n.1 del Milan: “Episodi incivili”
Il pallone scagliato con violenza verso una frangia di tifosi razzisti dopo neanche mezz’ora dell’amichevole con la Pro Patria. Il gesto di protesta di Kevin Prince Boateng ha fatto il giro di tutti i siti internet e di tutti i quotidiani nazionali e non. E a est come a ovest, a nord come a sud, il coro di solidarietà nei confronti del giocatore del Milan è stato unanime. Oggi su Twitter il centrocampista rossonero ha voluto ringraziare tutti. “Grazie a tutti per il supporto e la comprensione… significano molto”. La società di Busto Arsizio ha deciso di aprire la tribuna, sin dalla prossima partita, ai tifosi di colore, mentre c’è già un denunciato per ‘odio razziale’: è un ragazzo di 20 anni, sostenitore e abbonato della squadra bustocca.
IL COMUNE SI COSTUIRA’ PARTE CIVILE – Il Comune di Busto Arsizio e la società calcistica della Pro Patria si costituiranno parte civile nel caso di un processo nei confronti dei tifosi autori dei cori razzisti. Lo ha spiegato il sindaco di Busto Arsizio Gigi Farioli, al termine di un incontro in Comune al quale hanno partecipato il presidente della pro Patria Vavassori, i rappresentanti del Pro Patria Club e il gruppo operativo sicurezza della Questura di Varese.
TIFOSI UNITI CONTRO IL RAZZISMO – Intanto i tifosi si interrogano sull’episodio di razzismo sugli spalti che ha portato alla decisione del Milan di abbandonare il campo. Un episodio che ha fatto discutere nella citta’, che ha tra i suoi simboli la Pro Patria, una della prime squadre di calcio fondate in Italia.” (Fonte:repubblica.it)



