Bufale su Internet: quando la diffusione di una notizia falsa comporta il reato?


Pubblicavamo sulle bufale in internet e sulle diffamazioni su Facebook e sui reati sottovalutati da alcuni noti personaggi che da anni perseguono il loro fine illegale ma sono attenti a minacciare denunce nei confronti di chi si permette di smascherarli. Recidivo continuato il personaggio ma ancora più credulone chi gli crede ancora…
Ecco un articolo relativo all’argomento:
“Attenzione a diffondere bufale su Internet: si potrebbe incorrere in reati punibili anche con la reclusione.
Ci sono notizie che circolano in rete da anni e che, di volta in volta, vengono ritoccate in base al periodo dell’anno in cui ci si trova per suscitare maggior attenzione o allarmismo. Tali notizie, prive di fondamento, vengono arricchite di tanti particolari per accrescerne la credibilità per lettori non particolarmente attenti. Si tratta delle cosiddette bufale di internet che, anche una volta scoperte e smentite, continuano ad avere una forte viralità e generando, a volte anche il panico.

Quando la bufala costituisce reato?

Generare il panico con notizie false, anche se è pur sempre un comportamento poco civile, a volte può costituire anche un reato, quello di procurato allarme quando si annunciano disastri, calamità o pericoli inesistenti procurando allarme presso le autorità.

Il reato di procurato allarme scatta qualora si compiano atti che fanno scattare le procedure delle autorità per far fronte ad un pericolo che, in realtà, non esiste. Per fare un esempio pratico: se si annuncia che c’è un incendio e i vigili del fuoco intervengono inutilmente (perchè in realtà l’incendio è inesistente) si tratta di reato di procurato allarme. Questo tipo di reato può essere punito con una ammenda da 10 a 516 euro o con la reclusione fino a 6 mesi. Attenzione, quindi, a diffondere le bufale su Internet poichè facendolo si potrebbe incorrere anche in questo tipo di reato.” Patrizia Del Pidio ( fonte:investireoggi.it)

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