Tribunale di Brescia: riconosce con sentenza i diritti dei vice procuratori di Mantova


Pubblichiamo un interessante articolo sul riconoscimento dei diritti dei magistrati onorari(vpo) a percepire le indennità collegate con l’ingiusta retribuzione a cottimo superata dalla legge n.57/2016.

” Prima battaglia vinta per i vice procuratori onorari di Mantova: non dovranno restituire compensi che il ministero di giustizia riteneva non dovuti e, inoltre, verranno rimborsati di compensi non retribuiti in precedenza. A quattro anni dalla causa intentata al ministero, le sette Vpo della procura di Mantova, in primo grado hanno ottenuto dal tribunale civile di Brescia il riconoscimento delle loro ragioni, quindi l’accoglimento completo delle loro richieste.

Ma facciamo un passo indietro. Quattro anni fa, nell’estate 2012, sette Vpo della Procura di Mantova delegati a svolgere la delicata funzione di pubblico ministero, si affidarono ad un legale per contrastare una serie di richieste del ministero di giustizia, avanzate sull’onda della spending review. Il ministero aveva cioè inviato una raccomandata alle sette Vpo (sono tutte donne) chiedendo la restituzione, complessivamente, di circa 50mila euro per “compensi non dovuti”, gettoni prima riconosciuti da una circolare e poi cancellati con una circolare bis. La richiesta era riconducibile ad alcune udienze e alla cosiddetta “attività fuori udienza”, vale a dire, ad esempio, all’istruzione dei fascicoli dei giudici di pace e i decreti penali.

I vice procuratori onorari non sono dipendenti ma collaboratori del ministero di Grazia e giustizia, che vengono delegati a svolgere le funzioni di pubblico ministero nei processi. Non magistrati, quindi, ma avvocati, che in occasione delle udienze fanno la parte della pubblica accusa. Non hanno stipendio, né copertura previdenziale, ferie e maternità, ma solo un gettone – peraltro non particolarmente generoso – per ogni giorno di lavoro in tribunale.

Appena ricevuta la richiesta di restituzione dei compensi, le Vpo si sono affidate ad un legale, l’avvocato xxx, per chiedere non solo l’annullamento della richiesta di restituzione dei 50mila euro, ma anche la corresponsione di circa 500mila euro per mansioni mai retribuite nel corso degli ultimi cinque anni.

Ebbene, giovedì 1 dicembre, il tribunale di Brescia ha emesso la sentenza: le Vpo non dovranno restituire i 50mila euro e a loro è stata pure riconosciuta la corresponsione non di 500 ma comunque di 300mila euro non retribuiti. La prima battaglia è vinta, ora resta da vedere se la procura di Brescia deciderà di fare appello.” (fonte:hm.gazzettadimantova.gelocal.it)

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