
“Giudici di pace aboliti? Non è detta l’ultima parola. C’è ancora una speranza. Ad accenderla è lo stesso ministero della Giustizia che chiarisce: la lista degli “eliminati” è sbagliata. Restano ancora in gioco gli uffici giudiziari di quei Comuni disposti a tenerli in vita a proprie spese. La loro sorte sarà stabilita con un altro decreto ministeriale.
Insomma, se non tutte e dieci, potranno tirare un sospiro di sollievo le Amministrazioni della provincia di Lecce che hanno presentato istanza (entro il 29 aprile 2013) di “conservare” le sedi. Tra queste ci sarebbero Casarano, Gallipoli, Maglie e Nardò.
Più che di un errore, per il Ministero si è trattato di un «malinteso nato dall’inclusione nel decreto legislativo (pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 27 febbraio scorso, ndr) di un elenco» che «non poteva e non doveva tener conto delle numerose istanze prodotte dagli Enti locali interessati al mantenimento, a proprie spese, dell’ufficio giudiziario».
«Si conferma, pertanto – conclude la nota – che l’esito delle domande presentate dai Comuni interessati sarà stabilito esclusivamente con il decreto ministeriale previsto dall’art. 3, co. 3 del decreto legislativo n. 156 del 7 settembre 2012, di prossima emanazione».
Sembra invece segnato il destino per gli altri uffici periferici della provincia (Alessano, Campi Salentina, Galatina, Otranto, Tricase, Ugento). Saranno soppressi il 29 aprile, per ritrovarsi vicini in un’ala dei Palazzi di via Brenta, a Lecce.
È quindi dietro l’angolo il rischio implosione. Alle problematiche (non ancora risolte) dovute al trasferimento delle sette sezioni distaccate del Tribunale nel capoluogo, si aggiungeranno quelle, analoghe, dell’accentramento dei giudici di pace: sovraffollamento e problemi di logistica, ai quali si aggiunge il disagio dei cittadini costretti a percorrere chilometri per raggiungere la città. Lo scenario all’orizzonte è preoccupante, a meno che il Governo non rimetterà mano, in questi giorni, al decreto.
Lo pretende l’avvocatura, che non ha digerito gli ultimi interventi legislativi, e in particolare il Foro di Lecce, in sciopero dal 18 febbraio.
«Non è giusto che le realtà della giustizia di prossimità siano cancellate con un solo colpo di spugna», ha dichiarato l’avvocato Giuseppe Bonsegna, il rappresentante locale dell’Organismo unitario dell’avvocatura. «Il legislatore non ha raggiunto gli obiettivi che si era dato: migliorare i servizi per il cittadino e diminuire i costi della giustizia. Tutte le forze politiche ne devono prendere atto».
La politica, però, non si è tirata indietro. Nei giorni scorsi, il parlamentare salentino Salvatore Capone (Pd) ha scritto al Guardasigilli Andrea Orlando, chiedendogli di «considerare se, a fronte delle disponibilità maturate nei Comuni, e della necessità di garantire il diritto alla difesa e alla giustizia per tutti i cittadini, non sia possibile verificare quanto già disposto, con l’obiettivo di tutela dei territori e dei cittadini».
Dello stesso avviso anche il parlamentare di Forza Italia Rocco Palese: «Siamo contrari a questa riforma. E da tempo abbiamo presentato un’interpellanza al Ministro contro la soppressione degli uffici periferici del giudice di pace. Continueremo questa battaglia anche alla luce del recente decreto che porta la giustizia italiana allo sfascio e genera grandi e gravi disagi ai cittadini e agli avvocati».” (Fonte Notizia: Veronica Valente, Nuovo Quotidiano di Puglia-info-salento.it)



