Al Cie di Ponte Galeria a capodanno consegnate dai trattenuti al Sen. Manconi due lettere da recapitare al Presidente della Repubblica

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Interviste durante la visita Cie di Ponte Galeria del Sen.Luigi Manconi(Pres.Comm.Diritti Umani del Senato) e del Deputato Fabio Lavagno(Sel)
il giorno di Capodanno pubblichiamo l’audio di radioradicale.it

“I reclusi nel Centro di Identificazione ed Espulsione di Ponte Galeria hanno scritto una lettera al Presidente della Repubblica per chiedergli l’abolizione della Bossi-Fini. La notizia appare nelle pagine locali di Repubblica, col titolo “i rifugiati scrivono a Napolitano”, anche se nessuno dei firmatari della lettera ha ufficialmente lo status di rifugiato.
La missiva è stata portata all’esterno dal senatore Luigi Manconi, presidente della Commissione Diritti Umani del Senato, insieme ad un’altra lettera, firmata da 16 marocchini, i quali hanno partecipato alle proteste pacifiche dei giorni scorsi.
Il sito riporta stralci del contenuto delle due missive. Racconta inoltre che il senatore Manconi si è impegnato per far ottenere il permesso di soggiorno per ragioni umanitarie a una coppia di sposi tunisini fuggiti dal loro paese a causa del fatto che i parenti di lei non accettano il matrimonio.
Nel Cie sono presenti 26 donne e 58 uomini. La capienza della struttura è stata limitata a 222 posti dopo le rivolte, ma a quanto pare i posti che vengono lasciati vuoti sono molti di più.
I 16 marocchini raccontano di avere partecipato alla protesta dei giorni scorsi per cercare di suscitare interesse sulla loro situazione. “Il nostro rimpatrio in Marocco sarebbe per noi troppo doloroso, dopo aver affrontato un viaggio così difficile”, scrivono.
Gli stranieri hanno chiesto al Presidente di impegnarsi per aiutarli a regolarizzare la loro presenza in Italia.
Il problema della Bossi-Fini, scrivono, è che obbliga le persone a rimanere sempre fuori legge, perché chi ha avuto problemi con la giustizia non può ottenere un permesso di soggiorno, e senza quel documento non si può neanche ottenere un lavoro.
Per ora, a quanto pare, dal Quirinale non è arrivata risposta.”(fonte:ilblogger)

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