
“È corsa al divorzio. I dati statistici relativi alla sezione Famiglia del tribunale milanese, resi noti per l’inagurazione dell’anno giudiziario, rivelano un «incremento dei divorzi contenziosi (quelli non amichevoli, ndr) che nel solo primo trimestre 2016 era dell’87%». Una situazione che – osserva un documento stilato dai giudici del settore – è sicuramente riconducibile all’entrata in vigore della normativa sul c.d. “divorzio breve”».
Da un anno e mezzo, infatti, il legislatore ha accelerato i tempi previsti per i coniugi che vogliano dirsi addio, avvicinandoli a quelli europei. Così chi aspettava la possibilità e ha visto accorciare l’attesa, si è di fatto precipitato in tribunale. Ed ecco che in un solo anno – dal primo luglio 2015 a fine giugno 2016 – i nuovi fascicoli aperti dai giudici della sezione Famiglia sono stati addirittura 9.402, vale a dire ben 783 al mese, cioè 26 al giorno.
Non solo divorzi di tutti i tipi, ma anche separazioni. Comunque una mole di lavoro impressionante per i nove giudici del settore, che se la sono cavata con fatica ma con buoni risultati. Se a luglio 2015, prima della tempesta, i casi aperti erano 4 mila, un anno dopo – nonostante le migliaia di nuovi fascicoli arrivati – i procedimenti pendenti erano aumentati sì, ma non di molto: 4711. In quei dodici mesi, insomma, la sezione ha chiuso ben 3.597 casi, in pratica 400 a giudice.
Nella relazione letta l’altro giorno dalla neo presidente della Corte d’appello Marina Tavassi, sempre in merito alla sezione Famiglia del tribunale si nota anche «un incremento delle sopravvenienze per quanto riguarda i divorzi congiunti», cioè con entrambi i coniugi d’accordo, anche questo come effetto «del tutto verosimilmente riconducibile all’introduzione del c.d. “divorzio breve”».
Per contro, si registra invece un «decremento delle separazioni consensuali», che gli addetti ai lavori riconducono «in parte alla normativa inerente alla c.d. negoziazione assistita» , cioè alla possibilità di seperarasi o divorziare a certe condizioni con l’aiuto di un solo avvocato, e in determinati casi anche alla «possibilità di accesso diretto alla procedura amministrativa favanti all’Ufficiale dello Stato civili». Cioè negli uffici dell’anagrafe comunale con una procedura semplificata e, fra l’altro, low cost.”di MARIO CONSANI (fonte:ilgiorno.it)



