Sui fatti di Roma Ponte Galeria

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Dopo i fatti accaduti nei Cie di tutta Italia anche UDGDP ritiene che la situazione dei Centri di Identificazione ed Espulsione sia molto grave . il Capo della Polizia in una recentissima audizione in Parlamento ha ammesso che la situazione è grave per cui non possiamo non sottolineare che i giudici di pace anche in questi giorni si stanno recando con spirito di sacrificio nei Cie per procedere alle udienze in camera di consiglio sulle convalide dei trattenimenti dei cittadini dei paesi terzi senza che vengano garantite tutte le condizioni di sicurezza,autonomia ed indipendenza presenti nelle sedi degli uffici dei giudici di pace con il personale di cancelleria adeguato e con la propria sorveglianza interna.
Pubblichiamo un comunicato stampa di una associazione (LasciateCientrare) che sta seguendo nei Cie l’attuale annosa vicenda…

“COMUNICATO STAMPA LASCIATECIENTRARE

A PONTA GALERIA RITORNANO LE BOCCHE CUCITE

Al CIE di Ponte Galeria sabato 25 gennaio sono 15 i migranti che hanno iniziato lo sciopero della fame e della sete. Nella tarda serata si sono cuciti nuovamente la bocca in segno di protesta. Sono gli stessi uomini di origine marocchina che avevano dato luogo alla protesta di dicembre. Sbarcati a Lampedusa a fine ottobre e presenti nel CIE di Ponte Galeria da novembre, continuano a chiedere di sapere la loro sorte.
Hanno saputo che dal CIE di Caltanissetta altri migranti marocchini sono stati fatti uscire e chiedono anche loro la libertà. Due di loro intendono rimanere in Italia, gli altri di raggiungere le loro famiglie in altri paesi d’Europa.

“Sono stressati, sfiduciati, arrabbiati” dice Gabriella Guido portavoce della campagna LasciateCIEntrare che proprio sabato mattina è entrata nel CIE e li ha incontrati. “Si rivolgono alla politica, alla stampa, alle associazioni per chiedere il perché si debba essere trattenuti così a lungo in quelle strutture senza conoscere il proprio destino. Chiedono perché debbano stare in condizioni invivibili, loro che sognavano l’Italia come luogo di accoglienza. O semplicemente di transito, per arrivare in Europa”.

Nel resto del paese il tema dei CIE è all’ordine del giorno. Su Gradisca il deputato del M5S Lorenzo Battista ha presentato un’interrogazione parlamentare d’urgenza al Ministro Alfano, chiedendo che la struttura chiuda definitivamente, a causa delle gravissime condizioni nel quale il CIE versava. Proprio a Gradisca era attesa per venerdì una visita del Ministro Kyenge al CIE e al CARA, visita che è saltata per un cambio di programma.

A Milano, dopo un primo svotamento del CIE di Via Corelli, a seguito dell’ennesima rivolta dei trattenuti, l’Assessore al welfare del Comune ha indirizzato al Governo la richiesta che la struttura non venga riaperta e che venga trasformata in un centro di gestione delle emergenze sociali.

Mentre a Torino i consiglieri di Torino Marco Grimaldi, Michele Curto di Sel e per il Pd Lucia Centillo, Domenica Genisio, Michele Paolino, Mimmo Carretta, Marta Levi e Laura Onofri hanno presentato una proposta di mozione per chiudere il CIE di Corso Brunelleschi. Tutto nasce dalla denuncia di suor Anna del Centro di via Santa Maria Mazzarello quando in seguito alla sua visita al Cie il 21 dicembre scorso aveva urlato la sua rabbia per la sofferenza e l’umiliazione tra quelle mura.

Una mozione che vuole chiedere «a tutte le istituzioni, dal prefetto al Parlamento Italiano, che i Cie sono un’esperienza fallimentare e vanno superati e in seguito definitivamente chiusi al fine di non reiterare una inqualificabile violazione dei diritti umani oltre che uno spreco di risorse pubbliche». «Il rapporto – spiegano i consiglieri – infatti evidenzia che un trattenuto su tre usa ansiolitici e antidepressivi; senza considerare il costo sostenuto per l’ampliamento di tre anni fa che è costato 14 milioni di euro ossia 78 mila euro a posto letto».
Appena qualche giorno fa sono circolate in rete le immagini di un video che evidenziava le condizioni interne del centro. A seguito di ciò la Prefettura ha iniziato a svuotare il centro.
Roma, 26gennaio 2014”
(fonte:lasciateCientrare.it)

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