Fondazione Basso:bollettino Laboratorio Diritti Fondamentali

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” Spesso i problemi più gravi in queste materie si manifestano nella gestione concreta delle misure adottate dal legislatore per l’assoluta inadeguatezza delle strutture, l’insufficienza dei mezzi e del personale. Numerosi episodi di insostenibile sovraffollamento e di inaccettabili umiliazioni delle persone che vi sono trattenute hanno riguardato anche di recente sia i Cie sia i Cara.
I Cie sono i Centri di identificazione ed espulsione (così definiti dal D.L.n. 92 del 23.5.2008) istituiti (come CTP, Centri di permanenza temporanea) dalla L. 40/1998 per trattenere gli stranieri “sottoposti a provvedimenti di espulsione e o di respingimento con accompagnamento coattivo alla frontiera” nel caso in cui il provvedimento non sia immediatamente eseguibile. A tutt’oggi i soggetti prigionieri nei CIE non sono considerati detenuti, e di norma vengono definiti ospiti della struttura, ma di fatto le loro condizioni non raramente sono persino peggiori di quelle delle carceri. Una anomalia che spesso si riproduce anche riguardo ai Cara, che sono i Centri di accoglienza dei richiedenti asilo, ai quali questi vengono assegnati, quando sia necessario verificarne o determinarne la nazionalità ed essi non siano in possesso di documenti di viaggio o di identità (art.20, co.2 D.Lgs 25/08). Il fatto che la gestione di questi Centri sia affidata a privati,cooperative, società nate per l’occasione, ma anche multinazionali, comporta il rischio che sia le condizioni materiali di accoglienza sia il rispetto dei diritti delle persone che vi soggiornano non siano adeguatamente garantiti.”(fonte:primapaginanews.it)

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