“Out 30 uffici giudiziari e ordini forensi, 222 sezioni distaccate. Manca meno di un mese alla “rivoluzione” dell’ammnistrazione giudiziaria, il 13 settembre entra in vigore il decreto Monti, che prevede la soppressione di 30 tribunali “minori”, 220 sezioni distaccate e 667 uffici dei giudici di pace. Ma c’e’ chi lavora incessantemente per modificare i rigori della legge, salvare qualche tribunale, lasciare in vita, come “presidi di giustizia”alcune sedi giudiziarie.
Le vacanze “parlamentari” hanno ostacolato i volenterosi irriducibili sostenitori di alcune sedi giudiziarie. Permangono incertezze e contraddizioni che offrono spiragli: un emendamento approvato in commissione giustizia di Palazzo Madama (promosso dai democratici e “spiegato” dal senatore Beppe Lumia), che proroga di un anno la soppressione delle sedi giudiziarie, e’ stato di fatto “bocciato” il giorno successivo da un ordine del giorno del Pd, Pdl e Lega (con l’astensione del M5S).
Il Ministro della Giustizia, Anna Maria cancellieri, ha avvertito, inoltre, la necessita’ di non chiudere la porta a revisioni e modifiche nel biennio successivo all’entrata in vigore della nuova geografia giudiziaria. Il monitoraggio delle sedi giudiziarie suggerira’ eventuali ripensamenti.
Tutto questo, tuttavia, non ferma il count-down: il 13 settembre spariranno i tribunali, le sezioni distaccate e gli uffici del giudice di pace che verranno unificati ed incorporati. Con i tribunali spariranno anche gli ordini forensi.
Il Piemonte e’ la Regione piu’ penalizzata, perde sette uffici giudiziari, la Sicilia se la cava con una sforbiciata contenuta. Nell’Isola saranno soppressi tre tribunali: Nicosia (Enna), Mistretta (Messina) e Modica (Ragusa). Si sono salvati Caltagirone e Sciacca, recuperati in extremis insieme ad altre quattro sedi dislocate nel Sud per la loro rilevanza strategica nel territorio ad alta densita’ mafiosa. Urbino fa storia a se’: il tribunale e’ stato salvato dalla Corte costituzionale perche’ capoluogo di provincia.
Le questioni di legittimita’ sottoposte alla Consulta dai tribunali di Pinerolo, Alba, Sala Consilina, Sulmona, Montepulciano, e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, sono state tutte respinte.
Pur lasciando spiragli a eventuali correttivi, tuttavia, l’impegnativa riforma delle sedi giudiziarie potrebbe provocare problemi di efficienza ed organizzazione del lavoro. Le preoccupazioni, infatti, non riguardano soltanto le sedi “vittime” dei tagli, ma anche quelle che subiranno una crescita dell’attivita’ giudiziaria. E’ il caso del Tribunale di Gela, che aumentera’ il suo “portafogli clienti” in misura importante per il trasferimento di Niscemi dal Tribunale di Caltagirone a quello della vicina Gela.
Ci sono molti casi simili a quello segnalato, anche se Niscemi, per via del No Muos, acquista un particolare rilievo per il momento.”(fonte:siciliainformazioni.com)



