Convocata Unità Democratica Giudici di Pace dalla Commissione Giustizia della Camera per un’audizione sul D.L. n.69/13

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Convocata Unità Democratica Giudici di Pace dalla Commissione Giustizia della Camera per un’audizione sul D.L. n.69/13 il 4 luglio p.v.
“la Commissione giustizia della Camera dei deputati ha avviato martedì 2 luglio l’esame in sede consultiva del disegno di legge C.1248 Governo, di conversione in legge del decreto-legge 21 giugno 2013, n. 69, recante disposizioni urgenti per il rilancio dell’economia.
Considerata la rilevanza delle disposizioni in materia di Giustizia, si è ritenuto di svolgere una serie di audizioni in merito a tali disposizioni, inserendole nell’ambito dell’indagine conoscitiva sull’efficienza del sistema giudiziario.
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In particolare, saranno sentiti il primo Presidente della Corte di Cassazione, i rappresentanti del Consiglio Nazionale Forense, della magistratura togata ed onoraria, del personale della giustizia nonché esperti delle materie oggetto del decreto-legge, per le parti di competenza della Commissione Giustizia.

Come si è accennato, la rilevanza delle disposizioni contenute nel Titolo III del decreto-legge ha indotto la Commissione a svolgere una serie di audizioni. Si tratta di un complesso intervento normativo che finisce per incidere su tutte le fasi del processo sia in termini di organizzazione degli uffici giudiziari, sia sul piano delle regole processuali.
Per quanto attiene al primo aspetto, il decreto-legge introduce le figure del giudice ausiliario e dell’assistente di studio a supporto delle sezioni civili della Suprema Corte di cassazione; prevede che laureati in giurisprudenza qualificati e selezionati assistano e coadiuvino i magistrati degli uffici giudiziari di primo grado e d’appello; prevede che le commissioni per l’esame di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato siano composte, per la componente relativa alla magistratura, di regola da magistrati in pensione ovvero da magistrati in servizio.
In relazione al processo civile, il decreto-legge prevede una serie di modifiche, quali: l’obbligo per il giudice di formulare una proposta transattiva o conciliativa, nel corso del processo di primo grado e d’appello; la riduzione dei casi in cui il procuratore generale deve intervenire e concludere nelle cause davanti alla corte di cassazione; la previsione che nel giudizio di opposizione a decreto ingiuntivo il giudice, quando anticipa la data dell’udienza fissata dall’attore in opposizione, debba stabilire una data non successiva a trenta giorni dalla scadenza del termine minimo a comparire e che l’esecutorietà del decreto ingiuntivo debba essere concessa, ricorrendone i presupposti, alla prima udienza; l’introduzione del procedimento volontario di affidamento a notaio delle attività necessarie per lo scioglimento della comunione, quando non sussista controversia sul diritto alla divisione né sulle quote o altre questioni pregiudiziali; la modifica della norma che stabilisce il contenuto della motivazione della sentenza civile, prevedendo che questa assuma una veste estremamente semplificata; l’introduzione di una norma speciale sulla competenza territoriale per la trattazione delle cause riguardanti le società con sede all’estero che non hanno una sede secondaria con rappresentanza stabile in Italia; la rimodulazione della disciplina del preconcordato (o concordato con riserva), con alcune prescrizioni dirette a evitare abusi da parte del debitore; il ripristino della cosiddetta mediazione obbligatoria introdotta dal decreto legislativo 4 marzo 2010 n. 28, prima della declaratoria d’incostituzionalità, per eccesso di delega, dichiarata dalla Corte costituzionale con la sentenza 24 ottobre 2012 n. 272.
le audizioni serviranno, in particolare, a valutare l’opportunità di eventuali modifiche da apportare al testo in esame, attraverso la presentazione di emendamenti presso le Commissioni di merito (Affari costituzionali e Bilancio), alle quali il decreto-legge è stato assegnato in sede referente.”(Presidente on.Donatella Ferranti)

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