Napoli graziata dal Signore: conferenza dell’allievo del prof. Contieri

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“Napoli graziata dal Signore e Napoli cuore della civiltà: questo il provocatorio titolo di una conversazione di un oratore d’eccezione , chiamato a tenere una relazione al Rotary Club Napoli Sud Ovest

Enrico Tuccillo – avvocato penalista allievo di Enrico Contieri, ordinato diacono dal cardinale Ursi, dal ’99 presidente dell’associazione avvocati europei e ambasciatore plenipotenziario del Sovrano Ordine di Malta – dichiarando di voler parlare solo tre minuti e affidando il resto all’”intelligenza della platea”, in realtà riassume in poche fulminanti battute tutta la complessa storia della nostra città.
Una conversazione-flash che ha lasciato stupefatti i soci rotariani.

Da Palepoli del 600 a.C. nata sull’isolotto di Castel dell’Ovo ecco Neapolis, città che si rinnova, e dopo guerre e splendori nel 400 a.C. diventa un’Atene, patria di grandi geni, dall’altra parte del Mediterraneo.

Napoli greca, nello scontro tra i sanniti e i romani, si schiera con i romani e Napoli diventa confederata di Roma: mai conquistata e mai dominata, ma municipio della Capitale.

Poi, a seguito degli scontri imperiali ecco la città degli ozii: i romani scelgono Napoli per trascorrere i momenti più ameni della loro esistenza.
Infatti, tra Monte Echia e l’isolotto di Castel dell’Ovo c’era la villa di Lucullo…

Ricordate la famosa congiura contro Giulio Cesare? Ebbene la villa di Bruto era a Nisida, l’isola delle capre.
E ancora: Virgilio stava sempre a Napoli e ha scritto che voleva essere seppellito “in quel luogo”.
Come Leopardi!

Anche Omero ha scritto della Solfatara: Ulisse col suo amico Miseno trova Capri, l’isola delle sirene.
A Pozzuoli c’era un antro, quello del Ciclope, come nel Golfo ci sono Pithecusa, Ischia, e poi sommerse meravigliose città, Baia e Lucrino.

Tiberio della gente Julia, per tenere sotto controllo l’impero costruì sei palazzi imperiali nel mare di Capri.
“Basterebbe far riemergere questi, per creare i posti più importanti per far riunire i Capi di Stato!”.

Nel titolo c’è un’altra parola “civiltà” e così la spiega Tuccillo: “In Grecia c’era un uomo dai capelli bianchi che incontra un giovane con mille pensieri e insieme hanno parlato e poi scritto e così sono nati i Dialoghi”.
I due erano Socrate e Platone e da allora è nata la civiltà con le scuole dell’arte che si sono diffuse nel mondo e anche a Napoli con la Magna Grecia…

Le catacombe di San Gaudioso, San Vincenzo e la Chiesa a doppia ellisse vanno visitate – ha ricordato Tuccillo – perché è lì che la civiltà si iscrive direttamente nelle nostre terre”.

Tuccillo ha poi sorvolato su don Beckett e il dogma dell’Immacolata Concezione avvenuta in questo secolo.

“In Grecia i giovani prendevano sulle spalle i vecchi e li portavano nelle sedi delle assemblee per sapere cose era successo prima!”.
Non come succede oggi.

Napoli ha questa capacità di rinnovarsi attraverso l’uomo che dialoga, perché è questa la civiltà: il vecchio che si riversa nel nuovo.

Ireneo del 170 d.C. era discepolo di san Giovanni apostolo e quando gli chiedono “dov’è Dio, dove dobbiamo cercarlo?” Lui risponde: nell’Homo vivens gloria Dei, non l’uomo giusto, sapiente o economico, ma l’uomo così com’è: questa è la gloria di Dio.
La gloria di Dio siamo noi che viviamo! Noi siamo capaci di dialogare tra di noi, una capacità innata che trasformiamo nell’ospitalità.

“Poi c’è stato un uomo, Giambattista Vico, di cui non c’è bisogno che dica altro – ha concluso Tuccillo – che ha battuto tutti, Kant e Kirkegaard, che ha avuto casa a san Gregorio Armeno…”.
Ed ecco i corsi e ricorsi storici: siamo arrivati così in basso che stiamo per risorgere.
Tra poco rinasceremo! Il mondo guarda all’Italia e sta aspettando “Tornano i bastimenti”…(fonte:napoli.com)

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