
Pochi magistrati in servizio
Messineo: “Servono riforme incisive”
Questa mattina al tribunale di Palermo si è tenuta la cerimonia d’inaugurazione dell’anno giudiziario nel capoluogo. Il primo intervento è stato quello del presidente della Corte d’Appello Oliveri sull’amministrazione della giustizia.
Alla presenza dei giudici togati, seduti sugli scranni dell’aula magna della Corte d’Appello, di numerose autorità, tra cui il sottosegretario di Stato Salvatore Mazzamuto e il consigliere del Csm Francesco Cassano, il presidente della Corte d’Appello ha esposto la relazione annuale che ripercorre i passi del sistema giudiziario, con l’attività svolta e i risultati raggiunti.
Di anno in anno, infatti, la cerimonia per l’apertura dell’anno giudiziario si rivela un’occasione per parlare di lentezze, difficoltà, disfunzioni e carenze alle quali, però, si accosta un elenco di iniziative virtuose.
Il presidente Oliveri, durante il suo intervento, ha messo subito in evidenza i punti salienti attuati dal Ministero della Giustizia: dal compimento della riforma del processo civile agli interventi per ridurre il sovraffollamento nelle carceri, passando poi per la revisione della geografia giudiziaria.
“Gli obiettivi sono il risparmio e una maggiore efficienza. Bisogna riportare la magistratura a servizio dei cittadini, dobbiamo invertire rotta”, ha dichiarato Oliveri. Dunque, non più solo annunci, ma volontà effettiva di collaborare per raggiungere un obiettivo condiviso: trasformare la giustizia da ostacolo per la crescita a volano per l’economia del Paese. La crisi economica attuale fa infatti da sfondo a una grave sfiducia nelle istituzioni.
E proprio sulle difficoltà che investono il sistema giustizia è intervenuto, nel corso di un’intervista rilasciata a margine dell’inaugurazione, il procuratore Francesco Messineo il quale ha sottolineato come le risorse disponibili decrescano a fronte di un aumento delle cause.
”Mi auguro che la politica – ha dichiarato il procuratore – voglia mettere seriamente mano a riforma incisive che superino le resistenze culturali e le forme lobbistiche di resistenza corporativa per disegnare un ordinamento che consenta ai magistrati di rendere giustizia in tempi brevi. È ovvio che la riduzione del numero dei magistrati crei un notevole danno all’efficienza complessiva del sistema giustizia”.
Alla domanda sui presunti attacchi alla magistatura, Messineo risponde: ”Credo che un magistrato non debba avere timori simili. Siamo protetti dalla legge. Le critiche ci aiutano, ma parlare di un attacco mi sembra un’assurdità”.
L’impegno nella lotta alla mafia, invece, è la priorità espressa durante l’intervento dell’avvocato generale della Corte d’Appello Ignazio De Francisci. “Abbiamo intensificato le indagini su Cosa nostra, stiamo lavorando al contrasto della cosiddetta mafia imprenditoriale, ma soprattutto contro i contatti tra Cosa nostra e la politica”. In riferimento alle stragi del 1992 sulle quali indaga la Procura di Palermo De Francisci ha aggiunto: “Tutte le stanze buie del potere devono essere illuminate”. Un plauso è poi andato al lavoro svolto dalle forze dell’ordine e ai giudici e ai pm, impegnati in indagini delicate. In merito alle intimidazioni subite da alcuni procuratori di Trapani e Palermo, De Francisci ha detto: “Non vorremmo assistere a un deupaperamento della magistratura attraverso il meccanismo delle intimidazioni, a loro va tutta solidarietà”.(Manuela Zummo) (Fonte:livesicilia.it)



