Ufficio del giudice di pace di Ostia :ricevuta lettera di disdetta dell’affitto dei locali da giugno di quest’anno

giudice di pace di ostia
“Le sedi giudiziarie del municipio XIII (giudice di pace, Unep e tribunale sezione distaccata di Ostia)hanno ricevuto una lettera di disdetta degli affitti a partire da giugno del 2013. Si avvera così quanto temuto dagli operatori del diritto, dai professionisti e dai cittadini, ossia l’azzeramento della giustizia in un municipio a forte rischio criminalità.

“L’art. 8 della legge n. 148, del 14 settembre 2011, pubblicata nella Gazzetta ufficiale n. 216, del 16 settembre 2011 con la quale è stato convertito, con modificazioni, il decreto-legge n. 138 del 13 agosto 2011 prevede che, qualora i comuni provvedessero al recepimento di strutture comunali come sedi dei tribunali da accorpare e al mantenimento delle stesse, il termine per la soppressione sarebbe stato prorogato di 5 anni”, spiega l’esponente politico.

“A me, come responsabile dell’ufficio, non risulta che le deliberazioni del consiglio del municipio XIIII (e in particolare quella del 6 dicembre 2012 in cui si è risolto che gli uffici giudiziari di Ostia avrebbero dovuto continuare ad essere ospitati nei locali attualmente locati in attesa di soluzioni alternative) siano state opportunamente trasmesse al dipartimento patrimonio ufficio affitti passivi del Comune di Roma”, interviene il dottor Claudio Fiorentino, giudice di pace di Ostia, preoccupato dalla soppressione della sede di via Costanzo Casana.

“Quanto invece competeva al presidente e al direttore del municipio, e se non fosse stato fatto sarebbe di per sé una grave disattenzione, dopo di che sarà mia cura esaminare il documento con cui il Comune dice di aver ‘disdettato’ il contratto in corso, ossia la dichiarazione di recesso che dal dipartimento patrimonio dovrebbero aver spedito al privato proprietario delle mura dell’ufficio, che a tutt’oggi non mi è stata partecipata”, continua il magistrato.

“Ne farò richiesta formale utilizzando il canale del regolamento di accesso agli atti del Comune riservandomi di denunciare comportamenti di abuso dei dirigenti del dipartimento competente. Comunque”, conclude, “quello che è successo è grave perché segna la scarsa cura dei funzionari addetti ad un patrimonio così importante come quello del Comune di Roma nel trattare questioni che riguardano l’erogazione di un servizio essenziale e costituzionalmente previsto dalla Costituzione come quello giudiziario, oltre al vissuto di così tanti cittadini amministrati da Roma Capitale”.(Fonte:ostiatv.it)

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