Con l’anno nuovo rinnovato impegno di UDGDP per l’approvazione della riforma della magistratura di pace

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Con il nuovo anno ,che è iniziato da poco più di ventiquattr’ore, si profila l’impegno dei giudici di pace di Udgdp per l’approvazione di una riforma di giudici che, soprannominati semi
professionali (in quanto appartenenti ad altra professione ,quella forense,) possano ricevere una dignità contrattuale diversa e consona alla funzione giurisdizionale.

Non a caso unità democratica giudici di pace lealmente vuole rappresentare coloro che non intendono stare con un piede in due staffe :avvocati di professione e giudici occasionali.L’incompatibilità tra la professione forense e la professione di giudice nei fatti c’è .
Le nostre rivendicazioni nascono dalla necessità di riconquistare come giudici di pace una coerenza che ci viene rimproverata da più parti(avvocati,anm,politici,ecc.). Se manteniamo un piede in una staffa forse riusciremo a cavalcare, mantenendo l’altro piede nell’altra staffa appartenente alla sella dello stesso cavallo ,quello giurisdizionale ,come intendeva il costituente repubblicano ,che ha menzionato la magistratura onoraria più volte nella Costituzione.
Il cottimo è fuorviante ed ingiusto ed è un pessimo contratto di lavoro,osteggiato dal mondo sindacale evoluto perchè disumano.Il coordinamento degli uffici dei gdp affidato ai giudici togati darebbe prestigio ed un maggior rispetto da parte delle cancellerie, ma abbiamo anche
la necessità di conservare l’indipendenza e l’autonomia che ci distingue dai magistrati onorari GOT VPO ,per cui difenderemo l’attuale situazione relativa anche se non saremo tra coloro che respingeranno la riforma solo per questo.La continuità e la previdenza le condividiamo con le altre associazioni e sono quelle che sono state maggiormente osteggiate dagli ultimi tre governi.
La sottrazione della competenza dei gdp relativa all’immigrazione sarebbe ,forse, giusta visto che riguarda una competenza sulla limitazione della libertà personale dei cittadini dei paesi terzi trattenuti nei CIE,unico caso in Europa di competenza di giudici onorari in materia di libertà personale.
In ogni caso l’illusione che un’unica voce sindacale di gdp possa agevolare la trattativa con i parlamentari è fuorviante. Sappiamo che un’ unica voce sindacale, specie se confusa e contraddittoria, non potrà mai essere ascoltata. Più voci sindacali ,invece, rappresentano l’espressione di un giusto pluralismo sindacale e potranno dare la facoltà al legislatore di riuscire a legiferare velocemente in materia come è accaduto con le recenti riforme dell’avvocatura,ecc.
Le dichiarazioni di qualche rappresentante associativo di aver avuto un grande successo nell’aver ostacolato la riforma facendo apparire i gdp traghettati da Caronte anno per anno con una proroga umiliante ed ingiusta non è un esempio di coerenza ( riforma si o no ?) .Ed intanto noi come UDGDP riceviamo sempre più approvazioni sia per quello che facciamo sia per la nostra piattaforma esplicitata più volte nel nostro sito e facciamo parte di vari coordinamenti nazionali ed internazionali con altre associazioni estendendo i centri di interesse oltre il terreno autoreferenziale.
In ogni caso credo che il sacrificio personale di chi lavora come Udgdp vada incoraggiato ed emulato e non solo criticato, anche se errori se ne fanno e ne facciamo, perchè si sa che chi fa sbaglia .Per questo come associazione di giudici di pace progressisti e democratici intendiamo
dialetticamente dibattere con la categoria e fuori della categoria dei giudici di pace,anche vivacemente, senza sottrarre quel minimo di empatia che ci dà un’indispensabile autostima ed un rispetto reciproco.
diego loveri
segr.gen.le udgdp

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