Denuncia dell’Unione delle Camere penali: “l’unica riforma possibile è la chiusura dei Cie”.

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Milano, denuncia dell’Unione delle Camere penali: “l’unica riforma possibile è la chiusura dei Cie”. “È peggio di un carcere perché è una struttura ideologica e inutile”.


“L’unica riforma possibile è la chiusura dei Cie”. A dirlo è il presidente della Camera penale di Milano, all’uscita del Centro di identificazione ed espulsione (Cie) in via Corelli a Milano. Secondo gli avvocati aderenti alle Camere penali dunque, non ci sono possibilità di riforma ma l’unica via è la chiusura dei centri. Secondo i dati della Croce rossa, nel 2012 in via Corelli ci sono stati 871 nuovi ingressi, (734 maschi e 137 trans). Le uscite, in totale, 843.
Ieri, una delegazione dell’Unione delle Camere penali italiane e della Camera penale di Milano, ha visitato il Cie per verificare le condizioni degli ospiti e della struttura. Ad entrare nel Centro di identificazione ed espulsione, è stata la giunta dell’Ucpi; i componenti dell’ Osservatorio carceri Ucpi; i membri del direttivo degli avvocati aderenti alle Camere penali.
“Questo – ha commentato Scuto – non è un carcere, è peggio. È un non carcere, una struttura ideologica e inutile che serve solo a tranquillizzare la pancia di questo Paese”. All’interno del Cie “la situazione non è delle migliori” e “chi è dentro, non capisce perché si trova qui e non sa quando uscirà”. C’è un extracomunitario, ad esempio, “che si trova nel centro da oltre un anno”. Inoltre “si tratta di persone che non hanno fatto nulla e si trovano qui solo perché non sono identificabili”. Secondo gli avvocati il Cie “è un cucchiaino d’oro (perché costa molto) con cui si cerca di svuotare il mare dell’immigrazione”.(Fonte:immigrazioneoggi.it)

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