Nel Centro di Identificazione ed espulsione di Milano cittadino di paese terzo che afferma di essere coniugato con un’ italiana

Un cittadino tunisino di 29 anni è stato accompagnato dalla questura in un centro di identificazione ed espulsione a Milano. Da un articolo della stampa locale sembra che sia sposato con una donna vicentina, ma non ha ancora presentato domanda di rilascio del permesso di soggiorno,

e l’immigrato che lamenta come la sua disponibilità per fornire elementi utili a chiarire il delitto di Campo Marzo abbia fatto sì che rischia di essere cacciato via dall’Italia.L’immigrato è assistito da un avvocato che presenterà una memoria difensiva in questura e al giudice di pace incaricato di convalidare il trattenimento. Tecnicamente, per la difesa non è possibile mandare via dall’Italia il tunisino, il quale ammette che quando si era recato in viale Mazzini non aveva alcun documento che comprovava il fatto di essere sposato ad un’italiana; fra l’altro, per legge ( D.Lgsvo n.286/98 art. 19) è necessario che non solo   sia sposato, ma che  sia anche convivente. Sarà il giudice, documenti alla mano, a valutare.

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