Un’ associazione di gdp continua ad avversare la legislazione sulla geografia giudiziaria: netto dissenso di UDGDP.

Non possiamo che dubitare delle affermazioni ,rese note in Internet , di una rappresentante di un’associazione di giudici di pace che  ritiene di rappresentare tutti i giudici di pace ,non si sa con quale mandato se non con quello associativo della propria, in quanto le opinioni attuali sul ridisegno della geografia giudiziaria sono ,dalla magistratura togata e da UDGDP,  concordi in quanto l’eliminazione degli sprechi giudiziari non possono che soddisfare coloro che individuano nella giurisdizione e non certo nell’avvocatura il loro status principale,ma, in virtù del rispetto del pluralismo e della libertà di opinione , pubblichiamo la fonte stessa perché possa animarsi un leale dibattito nella categoria dei giudici di pace :

” Sulla decisione presa dal Consiglio dei Ministri nella riunione del 10 agosto scorso con cui si è data via libera definitiva ai decreti legislativi di revisione delle circoscrizioni giudiziarie e in particolare alla soppressione di 667 uffici di Giudici di pace su 846,

il Tesoriere dell’Associazione Nazionale Giudici di Pace, Maria Stefania Camerlengo è intervenuta con una dichiarazione. “Riteniamo sia un errore eliminare tutti gli uffici del giudice di pace ad esclusione di quelli circondariali, perché cosi viene modificata la natura del giudice di pace, quale giudice di prossimità, primo presidio di giustizia sul territorio. Avremmo potuto capire una decisione in tal senso, se fosse stata motivata da una posizione di principio; cioè da una avversione dell’attuale esecutivo ad una visione dello Stato in termini di decentramento. Quello che più sorprende invece è il fatto che il Ministro e il suo esecutivo inquadrano e giustificano questo provvedimento, collocandolo nell’attuale congiuntura economico-finanziaria e che siano indotti a farlo per conseguire risparmi ed economie di spese nel settore dell’amministrazione della Giustizia.”Il provvedimento non porterà alcun risparmio alle casse dello Stato, ma solo danni e disagi ai cittadini. Il risparmio stimato dal governo di 28 milioni di euro è una pia illusione. Oggi – ha continuato la Camerlengo – nella quasi totalità i locali per i Giudici di Pace sono messi disposizione gratuitamente dai Comuni, quasi tutte le spese di gestione e arredamento dei locali medesimi (luce, gas, ecc.) vengono anticipate dai Comuni, ai quali viene poi dato un rimborso spesso dopo anni dalla presentazione dei documenti di spesa. Tagli radicali determineranno solo la creazione di mega uffici di difficile gestione, costringeranno i cittadini a sottoporsi a viaggi nel capoluogo provinciale, alla ricerca di parcheggi impossibili nelle sature città, a lunghe file e lungaggini burocratiche per ottenere giustizia. Gli operatori del diritto sul campo, in primis magistrati di pace ed avvocatura, si sono opposti. Se non si realizza nessun risparmio – ha concluso la Camerlengo – resta la domanda d’obbligo: a chi giova la soppressione dei Giudici di Pace, al di fuori di una riforma organica, meditata e ampiamente condivisa del comparto Giustizia in Italia? Saranno soltanto i cittadini e i territori a subire le conseguenze di questi disastrosi provvedimenti”.(da il Quaderno.it)

 

 

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