PRIMA ROMANA DI EU 013 L’ULTIMA FRONTIERA:film sui Cie italiani

LOCANDINA_NOW_ITA_21_11_013_DEF_50X70-140x197
PRIMA ROMANA DI EU 013 L’ULTIMA FRONTIERA il 10 gennaio p.v. al Cinema L’Aquila con la regia di Alessio Genovese e Raffaella Cosentino Venerdì 10 Gennaio alle 20.30 al Nuovo Cinema Aquila
Il primo film documentario girato nei Centri di Identificazione ed Espulsione italiani presentato alla 54esima edizione del Festival dei Popoli e in concorso all’IFFR, il Festival internazionale di Rotterdam è al centro della serata di impegno civile “Mai più Cie”. Intervengono: Alessio Genovese, regista; Raffaella Cosentino, coautrice; Gabriella Guido, campagna LasciateCIEntrare; Alberto Barbieri, Medici per i diritti umani (dossier: Arcipelago Cie); Senatore Luigi Manconi, presidente Commissione Diritti Umani del Senato;
Salvatore Fachile, avvocato Asgi; Grazia Naletto, presidente Lunaria (rapporto: Costi disumani). Presenta Massimo Vattani.

“EU 013 L’Ultima Frontiera” è il primo film documentario girato all’interno dei Centri di identificazione e di espulsione italiani (C.i.e.), dove ogni anno circa 8mila persone vengono trattenute per un periodo di tempo che arriva fino a 18 mesi, in regime di detenzione amministrativa, cioè senza avere commesso un reato penale e senza essere stati giudicati nel corso di un processo. Sessanta minuti di immagini inedite che mostrano i retroscena del controllo delle frontiere italiane e la vita quotidiana nei C.i.e. Protagonisti sono gli agenti della Polizia di Frontiera e i migranti irregolari. Grazie alla collaborazione con il Ministero dell’Interno, le telecamere sono riuscite a entrare dove nessuno era arrivato prima. Dalla sala d’attesa del Terminal 3 dell’aeroporto di Fiumicino dove vengono fatti sostare gli stranieri in attesa del respingimento, alle gabbie dei centri dove avvengono i rimpatri forzati. Fino allo scoppio di una rivolta in presa diretta. EU 013 l’Ultima Frontiera è stato realizzato dagli autori Raffaella Cosentino e Alessio Genovese, alla regia, grazie al sostegno di Open Society Foundations. Il film è stato girato all’aeroporto internazionale di Fiumicino, al porto di Ancona, e nei C.i.e. di Roma, Bari e Trapani. “Per la prima volta il Ministero ha autorizzato un’intera troupe all’ingresso per alcuni giorni consecutivi nei diversi C.i.e. – spiega il regista – Per noi questo ha rappresentato una grande occasione: la possibilità di descrivere lo spazio e il tempo all’interno di questi centri. Abbiamo scelto di raccontare una storia collettiva, fatta di persone che sono in Italia da anni. Il C.i.e. resta l’epilogo per il viaggio di molti approdati in Europa nell’era di Schengen. L’ultima frontiera da abbattere è innanzitutto un limite mentale che dobbiamo superare”. Il film vuole essere un racconto corale con due punti di vista. Quello di chi esegue l’ordine di controllare le porte d’Europa, temendo l’arrivo massiccio di persone dal Sud del mondo, e quello di chi passa anche un anno e mezzo dentro un’istituzione totale come i C.i.e,. in un misto di rabbia e rassegnazione per non essere riuscito a realizzare il sogno di una vita migliore. “I Centri di identificazione e di espulsione sono luoghi infernali che ledono i diritti umani, istituzioni totali paragonabili ai manicomi, una vergogna di cui l’Italia non ha bisogno – commenta Raffaella Cosentino, coautrice – Dopo tante inchieste, abbiamo pensato a un lavoro di respiro più ampio per permettere a tutti di vivere la sensazione di straniamento che si prova quando si entra là dentro.”

primo film sui Cie di Raffaella Cosentino proiettato il 10 gennaio 2014 a Roma

FacebookTwitterEmailTelegramShare

I Commenti sono chiusi