E’ entrato in vigore il D.Lgsvo n. 150 del 2011 che ha introdotto : il rito del processo del lavoro ,per le cause relative alle opposizioni alle sanzioni amministrative ( verbali di contravvenzione ed ordinanze di ingiunzione ) , ed il rito del processo sommario per le opposizioni ai decreti di espulsione dei cittadini dei paesi terzi (gia’extracomunitari) ,entrambi di competenza dei giudici di pace.
Le caratteristiche introdotte nei nuovi processi che sostituiscono quelli della legge n.689/1981 e del D. Lgsvo n. 286/1998 hanno un rilievo essenziale per la disciplina processuale che viene cosi’ delineata in maniera univoca e non piu’ soggetta ad interpretazioni a volte difformi tra giudici e giudici . Il termine di impugnazione dei verbali di accertamento sono ridotti a 30 giorni e l’opposizione alle cartelle esattoriali non sono previste con il rito del lavoro ,ma solo con il rito ordinario dell’opposizione all’esecuzione.La giurisprudenza della Cassazione infatti che aveva introdotto il rito delle opposizioni alle sanzioni amministrative anche per le opposizioni alle cartelle esattoriali non puo’ essere automaticamente applicata alla nuova legislazione ,per cui la Cassazione dovra’ interpretare nuovamente i vari casi alla luce della nuova legislazione. E’ previsto ,in ogni caso ,il mutamento del rito ,per cui i giudici di pace aditi con il rito del lavoro potranno, con ordinanza, mutare il rito ,anche di ufficio , nella prima udienza.
Le inammissibilita’ saranno decise con sentenza alla prima udienza e non più con ordinanza in limine litis e le sospensioni dei provvedimenti impugnati sono reintrodotte, anche inaudita altera parte ,se hanno le peculiarita’ richieste dal nuovo rito.
Le nuove norme ,quindi,vanno a sovrapporsi a quelle che sono entrate in vigore appena un anno fa il 13 agosto 2010 con le modifiche al Codice della Strada. Numerosi ,pertanto,saranno i quesiti che la giurisprudenza di merito e di legittimita’ dovra’ risolvere…




