
Ennesimo episodio di attentato a giudici di pace. Preoccupante escalation di violenza anche nelle grandi sedi dei giudici di pace. Rinnoviamo l’invito ai giudici di pace ad aderire alla giornata del 23 maggio p.v. dei giudici di pace contro la mafia e la delinquenza organizzata ,che unità democratica giudici di pace ha indetto su tutto il territorio nazionale.(d.l.)
“Spara al volto del giudice di pace.
Raggiunto da un colpo di fucile Francesco Gennaro Rainone, 54 anni, uno dei giudici di pace in servizio presso il tribunale di Nola, è rimasto ferito in un attentato verificatosi, intorno alle 21, in via Marconi, nella frazione Casamanzi, di Domicella.
Per gli investigatori, ad una prima ricostruzione, ha tutta l’aria di essere il gesto di un folle o di una persona disperata. Avvocato, 54enne, rappresentante di una delle famiglie più in vista della vicina Marzano di Nola, Rainone è stato ferito da un ottantenne, attualmente in stato di fermo presso la questura di Avellino, che gli ha esploso contro un colpo di fucile. La dinamica è stata ricostruita attraverso la testimonianza della stessa vittima.
Erano da poco trascorse le 21, quando il giudice di pace rientrava a casa. L’ottantenne, appostato dietro un muretto che costeggia l’abitazione, appena ne ha intravisto la sagoma dietro una finestra, ha esploso il colpo di fucile. Secondo gli esperti di balistica della squadra Mobile di Avellino si sarebbe trattato di una cartuccia caricata a pallini molto piccoli. In pratica, l’attentatore voleva soltanto lanciare un chiaro messaggio e non ferire in modo serio il giudice di pace. Cosa che è puntalmente avvenuta. La cartuccia ha infranto i vetri della finestra, superato la tenda che copriva totalmente la visuale all’esterno e raggiunto l’avvocato Rainone. Una ferita al volto, di striscio, niente di preoccupante.
Il giudice di pace, infatti, riavutosi dallo choc ha immediatamente le forze dell’ordine prima farsi accompagnare presso il pronto soccorso dell’ospedale di Nola. Per lui solo un codice verde. Durante percorso dall’abitazione all’ospedale le spiegazioni, i dettagli raccontati a investigatori della Mobile e agenti del commissariato di Lauro intervenuti sul posto, sotto il coordianamento del vice questore Paolo Iodice. Probabilmente l’ottantenne aveva già dato segnali al giudice di pace. Allo stato non si sa se per qualche causa discussa che non è andata a buon fine per il pensionato. Fatto è che gli investigatori dopo un’ora erano già nella sua abitazione ad interrogarlo, chiedendogli conto dell’accaduto. L’arma, ovvero il fucile utilizzato per l’atto intimidatorio, è stata sequestrata.
L’episodio ha scosso il piccolo centro irpino, ma soprattutto ha messo in agitazione la famiglia dell’avvocato, in gran parte residente a Marzano di Nola. Francesco Gennaro Rainone è sposato, ha tre figli, dei fratelli, ma soprattutto è nipote di uno storico sindaco di Marzano di Nola, Aniello Rainone. Presso il pronto soccorso dell’ospedale di Nola, preoccupatissimi, sono mano a mano giunti i familiari più stretti, tutti tranquillizzati dai medici del nosocomio. Proprio questi ultimi, alla luce delle ferite riportate dal giudice di Pace hanno ipotizzato che la cartuccia esplosa possa essere caricata con il sale. Ma la circostanza necessita di approfondimenti e conferme. In mattinata, in presenza del suo avvocato, l’ottantenne dovrebbe essere interrogato dal sostituto procuratore che ha preso in carico il fascicolo relativo all’episodio.”(fonte:avellino.ottopagine.net)



