
Pubblichiamo un interessante approfondimento sulle fake news che proprio in materia di magistratura onoraria stanno circolando impunemente da tempo…troppo tempo
“Con l’avvento di Internet e la straordinaria espansione del fenomeno dei social media, documentarsi è diventato semplicissimo. Tuttavia se da un lato la diffusione di tali strumenti ha reso l’informazione accessibile a chiunque, dall’altro ha permesso un incontrollabile flusso di notizie, la cui veridicità spesso non viene approfondita e verificata come si dovrebbe.
Specie nell’ultimo periodo infatti vi sono stati numerosi casi di notizie clamorose, che dopo essere state pubblicate on line sono subito state smentite, scatenando il disappunto degli utenti del web e non solo.
Spesso, anche se la notizia appare come potenzialmente falsa o addirittura ridicola, circola comunque on line e viene condivisa da migliaia di persone, molte delle quali finiscono per crederla vera. E tra questi non vi sono solo i disattenti internauti, ma addirittura le testate giornalistiche, che, vuoi per non perdere uno scoop o per non aver posto in essere un controllo meticoloso della fonte, finiscono per pubblicare la notizia nei propri canali ufficiali, amplificandone ancor di più il clamore mediatico.
Cosa si cela dietro la pubblicazione di una notizia falsa? Molto spesso, contrariamente a ciò che si potrebbe pensare, esistono delle vere e proprie società che operano per ricavare un profitto da tale attività mediante lo sfruttamento economico dei banner pubblicitari collegati ai siti web. Questo genere di attività può considerarsi lecita? E, soprattutto, quali sono le conseguenze sotto il profilo legale per gli autori?
Abbiamo chiesto di approfondire l’argomento per noi al Dott. Giuseppe Laganà dello Studio Legale Associato Firoiglio-Croari, al fine di fornirci un quadro chiaro e completo su questo sempre più diffuso fenomeno.
L’attuale quadro normativo
Prima di analizzare la normativa di riferimento appare utile approfondire l’iter che porta alla pubblicazione di una notizia falsa. Anzitutto, il sito web nel quale viene pubblicata la bufala è sempre caratterizzato dalla presenza di numerosi banner e pop-up pubblicitari che fanno generalmente capo a una società di pubblicità, la cui titolarità è riconducibile al sito stesso e che conserva la proprietà dello spazio web da esso occupato. Attraverso tale meccanismo l’azienda incassa una piccola somma ogni qual volta l’utente si collega al sito web. Somma che, moltiplicata per i singoli clic, porta spesso a ingenti guadagni.
Il problema tuttavia non è relativo solamente alla liceità o meno dei ricavi derivanti dallo sfruttamento economico dei banner pubblicitari, ma riguarda piuttosto le conseguenze di natura legale che possono derivare dalla pubblicazione delle fake news.
Si pensi, ad esempio, alla pubblicazione di una notizia idonea a determinare la lesione dell’onore di un determinato soggetto o che possa procurare allarme sociale. La prima ipotesi potrebbe astrattamente integrare la fattispecie delittuosa della diffamazione con l’aggravante di cui al terzo comma dell’art. 595 del codice penale. Nel secondo caso, addirittura, potrebbero ricorrere gli estremi del reato di cui all’art. 656 del codice penale, il quale sancisce che “Chiunque pubblica o diffonde notizie false, esagerate o tendenziose, per le quali possa essere turbato l’ordine pubblico, è punito, se il fatto non costituisce un più grave reato, con l’arresto fino a tre mesi o con l’ammenda fino a euro 309.”
Le prospettive future
Come si è avuto modo di constatare, ad oggi il nostro ordinamento non prevede una normativa ad hoc per contrastare il fenomeno delle cosiddette bufale on line. Tuttavia negli ultimi giorni si stanno verificando diverse prese di posizione e iniziative anche di natura legislativa al riguardo.
Una tra tutte, quella del Presidente della Camera dei Deputati Laura Boldrini, la quale nei giorni scorsi attraverso un videomessaggio ha deciso di lanciare l’appello #bastabufale con una petizione on line per sostenere il diritto a una corretta informazione.
Sempre negli ultimi giorni è stato presentato anche un Disegno di Legge contro la diffusione delle fake news sul web, denominato “Disposizioni per prevenire la manipolazione dell’informazione online, garantire la trasparenza sul web e incentivare l’alfabetizzazione mediatica “Dott. Giuseppe Laganà (fonte:tomshw.it)



