

Unità Democratica Giudici i Pace Onorari, pur non interpellata inizialmente da altre Associazioni, si è proposta di rendere più organico, d’ora in poi, lo scambio di informazioni tra i presidenti di tutte le Associazioni, che hanno partecipato all’ultimo incontro al Consiglio Superiore della Magistratura (Udgdpo, Angdp,Unagipa,Federmot,Cgdp,Unimo)e per questo deciderà nelle prossime ore l’adesione ad una manifestazione indetta davanti al CSM per il giorno 16 febbraio p.v. In ogni caso pubblichiamo l’articolo uscito nel quotidiano La Stampa del 4 febbraio u.s. nel quale si riportano le parole ,che il Ministro Orlando avrebbe detto a proposito della magistratura onoraria ,in virtù delle quali la reazione è stata allarmata e spontanea .Si ritiene che il Ministro bene avrebbe fatto a parlare chiaro alle Associazioni ,che pur convocate dal CSM non sono state ritenute più degne dallo stesso Ministro dall’1 dicembre del 2015 di frequentare altri luoghi (compreso il Ministero di via Arenula) dove potessero essere presenti anche loro per un confronto, facendo di tutte le erbe un fascio ed addebitando a tutti i magistrati onorari un tentativo di delegittimarlo in Europa per far scattare un procedimento d’infrazione ,per cui ,essendosi interrotto definitivamente il dialogo ha lasciato alle Associazioni dei Magistrati onorari di pace l’unico strumento delle astensioni dalle udienze nonchè quello delle manifestazioni pubbliche , tra l’altro in un momento critico del Paese (già ormai quasi in campagna elettorale) e dei rapporti del governo con la magistratura tutta ,strizzando l’occhio verso i magistrati togati per separarli da quelli onorari ,perchè vincitori di concorsi pubblici per esami scritti ed orali gli uni, mentre gli altri “inferiori” gli onorari perchè vincitori di concorsi per soli titoli ma il presidente del Consiglio Gentiloni condivide quest’azione che molti attribuiscono più ai consiglieri del ministro (cd.nomenklatura) che al ministro stesso? E la Costituzione il Ministro l’ha mai letta? L’art.106 della Costituzione non dice che nasceva nella nuova Costituzione la magistratura onoraria per aiutare la giustizia “ingolfata”. Questo sarà stato il pensiero ,forse, della “nomenklatura” (tutta togata) ma non dei padri costituenti che proprio per evitare che la magistratura togata potesse ,come era accaduto sotto il fascismo, subire l’influenza del governo vi era la magistratura onoraria corrispondente ad una partecipazione del Popolo, “in nome del quale sono pronunciate le sentenze”, e non più “in nome del re” come sotto il fascismo.(d.l.)
“Il ministro Orlando a Torino
ªNon possiamo assumere giudici precari
senza fare il concorso in magistraturaº
Bacchetta i giudici che usano
toni eccessivi quando criti-
cano la politica per le aspet-
tative disattese. «Se si rac-
conta che anche uffici con ot-
time performance sono sul-
l’orlo del tracollo o se si dice
che è minacciata l’autonomia
e indipendenza della magi-
stratura non si fa un danno al
Governo. Si fa un danno alla
credibilità della giurisdizio-
ne». E poi affronta, quasi a
gamba tesa, la questione dei
precari della giustizia, i ma-
gistrati onorari che da tem-
po chiedono una forma di
«stabilizzazione dell’impie-
go» essendo da anni «motori
indispensabili» della giusti-
zia: figure professionali che
sono un’anomalia tutta Italia.
E il tribunale di Torino, quarto
in Italia, rappresenta uno dei
più attivi focolai della protesta
dei magistrati onorari.
Per quasi un’ora il Ministro
della giustizia Andrea Orlan-
do è intervenuto ieri pomerig-
gio all’apertura del convegno
nazionale di Magistratura In-
dipendente, una delle più anti-
che associazioni di giudici,
riunita a Torino nella sala con-
vegni di Intesa Sanpaolo, in
via Santa Teresa, per discute-
re i problemi che affliggono il
sistema giudiziario e proporre
delle soluzioni. A sollecitare il
Ministro, è stato il segretario
generale di Magistratura Indi-
pendente, Antonello Racanel-
li. «Abbiamo voluto organizza-
re – ha detto Racanelli – que-
st’incontro per offrire e racco-
gliere spunti utili per affronta-
re il percorso che attende il si-
stema giustizia, la magistratu-
ra dinanzi alle sfide del cam-
biamento». E una di queste
sfide riguarda anche la magi-
stratura onoraria: vice procu-
ratori, giudici non togati e giu-
dici di pace. Solo a Torino, ad
esempio, ci sono 52 vice pro-
curatori onorari: «pubblici mi-
nisteri non di carriera» che
ogni giorno rappresentano
l’accusa in molti processi.
«Per i magistrati onorari au-
spichiamo – ha spiegato Raca-
nelli – interventi che restitui-
scano dignità ed entusiasmo».
E sul punto il Ministro ha
sfoderato il fioretto assestan-
do una stoccata. «Sul caso – ha
affermato Orlando – è stata
sollevata la questione della
violazione della normativa co-
munitaria di fronte alla Com-
missione e si è avviata una pre-
procedura di infrazione, con la
quale ci contestano di aver uti-
lizzato magistrati onorari co-
me magistrati stabili. Chi fa ha
fatto questo ricorso pensava
che ciò avrebbe giocato a suo
favore. Ma non funziona così:
siccome abbiamo un vincolo
costituzionale, non possiamo
far diventare magistrati delle
persone che non hanno fatto il
concorso, e la conseguenza ri-
schia di essere l’aumento del-
la precarizzazione, non una
sua diminuzione. Perché la
strada della stabilizzazione
non la possiamo percorre. E
credo che non sareste d’ac-
cordo neanche voi». Il fatto è
che i magistrati onorari erano
stati introdotti per alleggeri-
re la giustizia ingolfata. Pro-
roga dopo proroga, centinaia
di «onorari» sono stati rinno-
vati nell’incarico, diventando
sempre più centrali nel siste-
ma giustizia. «Io sto cercando
di salvare la situazione, ma
quel ricorso rischia di diven-
tare un boomerang».
[M.PEG.” (fonte:lastampa.it)



