Nuova tragedia nel mar libico .Tripoli: l’Ue ci aiuti o faremo partire tutti .

migranti66
“Immigrazione, nuova tragedia nel mar libico .Tripoli: l’Ue ci aiuti o faremo partire tutti
Non si ferma il flusso di disperati. L’ultimo sbarco conta 423 persone di nazionalità siriana, somala, eritrea e nigeriana giunte a Trapani a bordo del pattugliatore Sirio dopo essere state soccorse a Sud di Lampedusa. Non ce l’hanno fatta, invece, almeno 40 profughi che hanno trovato la morte nel naufragio al largo della Libia, il cui ministro dell’Interno, Salah Mazek, ha minacciato di “facilitare” il flusso di clandestini in assenza di maggior sostegno da Bruxelles. Posizione poi corretta


È sempre più drammatica l’emergenza sbarchi. Più di mille migranti sono arrivati nel fine settimana tra Sicilia e Puglia mentre una nuova tragedia si è consumata davanti alle coste libiche dove un barcone carico di disperati è affondato causando le morte di decine di persone. Nel tragico naufragio, avvenuto martedì scorso me reso noto solo sabato dalle autorità locali, viaggiavano 130 profughi – secondo le testimonianze dei sopravvissuti – di cui almeno 40, tra cui donne e bambini, sono morti. 52 quelli tratti in salvo ma ci sarebbero, secondo i conti, una quarantina dispersi. Davanti al dramma il ministro dell’Interno della Libia ha dichiarato che se l’Unione Europea non aiuterà Tripoli ad affrontare il problema le autorità libiche potrebbero agevolare il passaggio degli immigrati. Posizione poi corretta con una nota in cui il governo di Tripoli ha confermato il suo impegno a collaborare con l’Europa e l’Italia per limitare l’afflusso di migranti. E da Bari il ministrodell’Interno, Angelino Alfano, ha dichiarato: “L’Italia è un Paese accogliente ma non si può pensare di accogliere tutti i migranti, o l’Ue ci aiuta a difendere la frontiere del Mediterraneo oppure accompagneremo tutti quelli che vogliono andare in Germania o in Olanda, visto che per molti di loro l’Italia è solo un Paese d’ingresso e di transito”.

Secondo le autorità libiche l’imbarcazione è colata a picco martedì al largo di Garabulli, a 50 km a Est di Tripoli e “ancora oggi si continuano a ritrovare sulle coste oggetti e bagagli”. “Questo indica – ha dichiarato il colonnello Ayoub Kassem ai principali organi di stampa – che la barca era carica di immigrati”. Per la sua vicinanza a Malta e dunque all’Europa a Nord, e per i suoi confini porosi a Sud, la Libia è uno dei Paesi di maggiore transito per molti immigrati che scappano dai Paesi dell’Africa subsahariana con l’obiettivo di raggiungere le coste europee. Forse anche per questo il ministro dell’Interno di Tripoli, Salah Mazek, ha minacciato di “facilitare” il flusso di immigrati clandestini verso l’Unione Europea se l’Ue non si assumerà le sue responsabilità nell’aiutare Tripoli a combattere il problema. Poi il governo libico è tornato sui suoi passi sottolineando la sua ferma volontà di a continuare a collaborare per limitare l’afflusso di migranti.

Nei giorni scorsi il premier Matteo Renzi aveva affermato che “il 96% degli immigrati che arrivano in Italia partono dalla Libia”, annunciando di aver chiesto alle Nazioni Unite di prendere “l’impegno di un inviato speciale in Libia”, anche con lo scopo di “evitare che gli scafisti siano i proprietari delle coste”. Dall’inizio dell’anno – secondo i dati resi noti dal Viminale lo scorso 29 aprile – gli immigrati e i rifugiati giunti sulle coste italiane sono oltre 25mila, un dato enormemente superiore a quello del 2013. Complice le migliori condizioni meteo e l’anarchia vigente in Libia, nelle ultime settimane sono aumentati gli afflussi di clandestini che scelgono di salpare dalle coste di questo Paese per raggiungere il vecchio Continente. Ma troppo spesso la loro avventura si tramuta in tragedia e il Mediterraneo, porta dell’Europa, si trasforma nella loro tomba.”(fonte:grr.rai.it)

FacebookTwitterEmailTelegramShare

I Commenti sono chiusi