Multe all’estero: i trasgressori dovranno pagare

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“Multe “europee”
“La vita è sempre stata più facile per un veicolo con targa straniera circolante all’estero. Gli automobilisti più indisciplinati, consapevoli di una falla del sistema, per anni ci sono andati giù pesante con l’acceleratore sicuri di non ricevere nessuna sanzione amministrativa a casa. Le cose stanno per cambiare, almeno a livello europeo. L’Unione Europea si sta attrezzando per notificare ogni tipo di violazione del Codice della Strada in qualsiasi Stato membro.
Le multe diventano “europea”

Fino ad oggi le autorità ignoravano – la maggior parte delle volte – le sanzioni notificate a veicoli extra-nazionali sia perché l’identificazione del trasgressore avrebbe richiesto tanto tempo che per la differente giurisdizione vigente nel Paese dell’automobilista multato. L’era delle “multe a vuoto” sta per finire, le sanzioni diventeranno più “europee”.

Grazie a una comunicazione diretta dei database delle motorizzazioni europee, che si serviranno di una piattaforma unica online, sarà molto più semplice per le autorità locali identificare veicoli e trasgressore. La Polizia dello Stato membro dove viene effettuata la violazioni comunicherà, attraverso una lettera di informazioni tradotta nella lingua del Paese ove è stata immatricolata l’auto, al soggetto multato il tipo di violazione commessa, la data, il luogo, l’ora di rilevazione e l’eventuale dispositivo utilizzato.

Il soggetto multato riceverà, insieme alla lettera, un modulo di risposta con il quale potrà richiedere una correzione o contestare la multa. Avrà a disposizione 60 giorni per inviare tale modulo, in cui sarà indicata anche l’autorità competente del caso, il cui esisto sarà comunicato entro i 60 giorni successivi all’invio. In caso non si voglia contestare o notificare delle variazioni, il soggetto multato dovrà procedere con il pagamento.

Cosa succederà per le multe notificate ma non pagate?

Tutte queste novità non sono altro che un adeguamento degli Stati membri, escluse Inghilterra, Irlanda e Danimarca, alla direttiva europea 2011/82/UE (D.lgs 37/2014 entrato in vigore dal 24 marzo) nata per agevolare lo scambio transfrontaliero di informazioni sulle infrazioni in materia di sicurezza stradale.

Un aggiornamento necessario, ma a cosa sarà soggetto un automobilista che deciderà di non pagare la multa? Il decreto legislativo non chiarisce quest’aspetto anche perché la riscossione che deve essere effettuata attraverso le frontiera non è un argomento semplice. Visto che non esiste una regolamentazione che possa essere adottata da tutti i Paesi, ogni Stato membra adotterà un proprio sistema. C’è chi aspetterà alla frontiera il trasgressore, chi sfrutterà i tribunali civili per recuperare il credito dovuto o chi come la Svizzera adotterà norme penali”.(fonte:6sicuro.it)

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