GENZANO DI ROMA, CONVEGNO SUI CENTRI DI ACCOGLIENZA PER GLI IMMIGRATI: UN DOCUMENTARIO SVELA GLI ORRORI

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Pubblichiamo un articolo sulla proiezione del film documentario “EU 013 l’ultima frontiera”avvenuta a Genzano di Roma (RM) il giorno 14 aprile u.s.
“I Centri di Identificazione ed Espulsione (CIE) sono delle strutture, che possiamo paragonare a galere, nelle quali ogni giorno gli immigrati vengono portati perché non muniti di permesso di soggiorno. In questi centri, che sono cinque in tutta Italia, i clandestini, provenienti nella maggior parte dei casi dal Nord Africa, vengono identificati per provvedere successivamente al rimpatrio o al rilascio di un visto. Fin qui tutto bene, ma questi CIE rispettano i diritti degli immigrati?

Il docufilm “EU 013 l’ultima frontiera” ha raccontato la situazione dei vari centri sparsi per l’Italia, compreso quello di Ponte Galeria a Roma, svelando una realtà inquietante: gli immigrati vengono trattati come bestie dietro una gabbia senza aver commesso nessun crimine, restando rinchiusi fino a 18 mesi senza sapere quando usciranno da quelle galere. I soprusi sono all’ordine del giorno e addirittura i clandestini più bravi e diligenti possono collaborare con le autorità all’interno dei centri per sorvegliare gli altri “ospiti”.

Al convegno “Mai più CIE” tenutosi a Genzano di Roma si è parlato di questo con Ileana Piazzoni, Deputata di SEL, Khalid Chaouki, Deputato del PD, famoso per aver vissuto qualche giorno nel centro di Lampedusa per protesta, Raffaella Cosentino, autrice del docufilm, e Gabriella Guido, direttrice della Campagna “LasciateCIEntrare”.

La Deputata Piazzoni ha rivolto un invito a tutti i suoi colleghi: “Solo noi parlamentari possiamo entrare nei CIE e per questo dobbiamo lottare per fare in modo che questi centri vengano chiusi. Sono come dei lager” – ha aggiunto l’Onorevole – “e i diritti dell’uomo vengono calpestati continuamente.”
Diversa è l’esperienza dell’Onorevole Chaouki, che ha passato personalmente dei giorni all’interno del centro di Lampedusa, vivendo con gli immigrati: “In questi posti non si rispetta la legge. Io ho vissuto in solitudine ed isolamento ed è molto facile subire abusi dietro le sbarre.” “Queste persone” – ha continuato Chaouki – “dovrebbero avere diritto ad un legale e al diritto di asilo. Le persone che gestiscono i CIE devono sentirsi il fiato sul collo perché non possono continuare a trattare gli ospiti in questo modo.”

Gli immigrati sono privati di libertà, di svaghi e addirittura di carta e giornali perché sono materiali infiammabili. Non hanno commesso crimini ed è ingiusto tenerli segregati come delle bestie. Per di più l’ingresso a questi centri è proibito per legge e si è steso un velo di omertà e di confusione su quello che avviene realmente in queste prigioni.

Abbiamo intervistato anche Azzurra Marinelli, la coordinatrice del Circolo SEL di Nemi (Rm), che ci ha detto: “Questi centri non sono il massimo dell’accoglienza. Abbiamo deciso di fare questo convegno perché gli immigrati sono sempre di più. La cosa fondamentale è che loro scappano da guerre e noi non dobbiamo trattarli così.” Queste vere e proprie prigioni dovrebbero chiudere in Italia come in Europa. I diritti dell’uomo sono fondamentali e non andrebbero mai calpestati.” Di Maurizio Costa
(fonte:osservatorelaziale.it)

SUCCESSO PER INIZIATIVA “MAI PIÙ CIE”

“Nota della deputata Piazzoni (Sel)

«Fondamentale sensibilizzare i territori, la legge sull’immigrazione deve cambiare volto»
«Esprimo grande soddisfazione per il successo dell’iniziativa “Mai più Cie”, tramite la quale abbiamo voluto porre all’attenzione dei cittadini il tema drammatico della detenzione nei Centri d’identificazione ed espulsione». Lo dichiara in una nota la deputata Ileana Piazzoni di Sinistra Ecologia Libertà, in merito all’iniziativa organizzata lunedì pomeriggio presso la sala live Musica Nuova a Genzano di Roma, in occasione della quale è stato proiettato il docufilm “EU 013: L’ultima frontiera” di Raffaella Cosentino e Alessio Genovese. «Abbiamo voluto spiegare l’assurdità del sistema dei Cie – ha proseguito la parlamentare di Sel –, il loro carattere detentivo anche in assenza di reato, la disumanità e il senso di alienazione che comporta la vita al loro interno, l’inutilità di questi luoghi di fatto carcerari che diventano un limbo legalizzato per migliaia di cittadini stranieri che non sono in regola con i documenti».

«La proiezione del film di Raffaella Cosentino, che ringrazio per la partecipazione e per il prezioso contributo alla discussione, è una di quelle esperienze che non possono lasciare indifferenti le nostre coscienze su questo dramma generato dalle politiche italiane in tema di immigrazione. Dalle immagini del film – ha spiegato ancora Piazzoni – si nota, tra le altre cose, il grande spazio vuoto all’interno dei Cie. Non c’è sovraffollamento, si tiene basso il numero dei reclusi per evitare le rivolte, come quelle che già ci sono state. La struttura romana di Ponta Galeria, che è la più grande, ospita non più di 100 persone, il Cie di Bari circa 80, pur avendo una capienza ben superiore. Nel 2012, sulle 8 mila persone rinchiuse nei Cie, i rimpatri sono stati circa la metà, e questo su una stima di circa 5 milioni di migranti in tutta Italia. Tali cifre fotografano l’ inutilità di un sistema brutale, tenuto in piedi solo per trasmettere ai cittadini una falsa proiezione di sicurezza. Un sistema inoltre gravoso per le casse dello Stato, che ogni anno spende oltre 50 milioni di euro per l’allestimento e la gestione dei centri. Risorse che potrebbero tranquillamente sostenere un diverso sistema di accoglienza».

«A tal proposito ringrazio il collega Khalid Chaouki del Partito democratico per aver portato al centro del dibattito la sua esperienza e il suo contributo per delle nuove politiche in materia di immigrazione, la rappresentante della campagna LasciateCIEntrare Gabriella Guido, e la giornalista e blogger Flore Murad—Yovanovitch. Il territorio dei Castelli Romani ha una lunga tradizione di accoglienza e di sensibilità sui temi dei diritti civili, frutto anche di notevoli esperienze di ospitalità nei confronti dei migranti. Per questo – conclude la nota – ho deciso di portare in Provincia questa esperienza documentaristica di grande valore, come tappa fondamentale di una necessario percorso di sensibilizzazione dei territori e dei cittadini, affinché la legislazione italiana sull’immigrazione cambi volto al più presto».”( fonte:castellinews.it)

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