
“Truffavano le assicurazioni alterando l’entità degli incidenti stradali: 8 arresti dei carabinieri
Un’indagine, avviata nel 2011 e durata più di un anno, ha consentito di indagare 63 persone a vario titolo coinvolte in associazione a delinquere finalizzata alla truffa aggravata nei confronti dei principali gruppi assicurativi nazionali.
Gli otto destinatari delle misure cautelari -emesse dal G.I.P. del Tribunale di Alessandria , su richiesta del S.Procuratore – avevano costituito un vero e proprio sodalizio criminale, gestito ed orchestrato con un modus operandi consolidato dai titolari della Carrozzeria – con sede a Basaluzzo.
Le misure cautelari sono state destinate a sette persone (tutti destinatari di misure cautelari coercitive) ritenuti, ognuno per la parte di competenza, figure di riferimento dei reati in indagine.
Di concorso nella truffa rispondono poi anche una cinquantina di proprietari di autovetture, partecipi all’attività criminosa.
In sostanza, veniva effettuata l’alterazione sistematica dell’entità dei danni riportati dai veicoli, talvolta sostituendo parti integre con pezzi danneggiati opportunamente stoccati ed inventariati in un grosso capannone attiguo alla carrozzeria, talvolta evidenziando lievi segnature e rigature sulla carrozzeria mediante gesso e/o vernice delebile, principalmente attraverso l’elaborazione grafica delle foto scattate ai veicoli e successivamente inviate alle assicurazioni, con cui si creavano ammaccature, graffi e scheggiature ai cristalli, fino ad arrivare ad inscenare sinistri stradali in realtà mai avvenuti, al fine di ottenere risarcimenti non spettanti o di valore anche triplicato rispetto al dovuto.
I periti assicurativi coinvolti garantivano la realizzazione di una serie indeterminata di illeciti, falsificando sia le “perizie di routine”, sia le “perizie di riscontro” a volte effettivamente eseguite, per non destare sospetti.
L’attività investigativa svolta con metodi tradizionali quali i servizi di O.C.P., perquisizioni e la minuziosa analisi della documentazione contabile degli anni dal 2009 al 2011 incrociata con i dati delle memorie di massa dei computer sequestrati, ha evidenziato un profitto illecito superiore a 120.000 euro, cui devono essere aggiunti i compensi corrisposti dalle compagnie assicurative ai propri periti, per accertamenti di fatto non eseguiti.
La condotta delittuosa posta in essere dagli indagati, oltre ad arrecare alle compagnie assicurative coinvolte ingenti danni economici, ha di fatto danneggiato l’intera comunità per effetto del maggiore costo delle tariffe assicurative per la inventata elevata incidentalità della provincia.”(Fonte:tuononews.it)



