“Emerge nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso luglio, hanno condannato 7 tunisini per una rivolta scoppiata nel Cie lo scorso gennaio
La regola applicata nel Centro di identificazione ed espulsione di via Corelli a Milano, che ‘’ha imposto il divieto dell’uso dei cellulari’’ agli immigrati trattenuti nella struttura, ‘’ha determinato una consistente contrazione della libertà di comunicazione senza
che appaiano evidenti le ragioni della sua utilita’ e ragionevolezza’’ e ha reso ‘’oltremodo difficile la possibilita’ di comunicare per gli ospiti del centro’’.
A scriverlo sono i giudici della prima sezione penale del Tribunale di Milano nelle motivazioni della sentenza con cui, lo scorso luglio, hanno condannato 7 tunisini per una rivolta scoppiata nel Cie lo scorso gennaio, comminando pene fino a 1 anno e 3 mesi e riqualificando i reati contestati di devastazione, danneggiamento e incendio, nella sola imputazione di danneggiamenti.
Gli 8 imputati (uno è stato assolto), lo scorso 18 luglio erano stati tutti scarcerati, dopo la sentenza e dopo sei mesi di dentenzione in relazione ai disordini avvenuti nel centro il 15 gennaio. Con l’accusa di devastazione, invece, rischiavano una condanna a una pena massima di 15 anni.
Il collegio, presieduto da Ilio Mannucci, fa notare che ‘’la reazione messa in atto dagli imputati’’ e’ ‘’caratterizzata da significativa gravita’’’, ma allo stesso tempo il ‘’contesto’’, ossia le condizioni in cui si trovano nel Cie, è ‘’oggettivamente caratterizzato da consistenti limitazioni della liberta’ personale e come tale vissuto dagli imputati’’.
I giudici, si legge ancora nelle motivazioni, hanno prestato ‘’attenzione particolare alla regola che dal 2010 ha imposto il divieto dell’uso dei telefoni cellulari’’, regola che tra l’altro ‘’non è applicata in tutti i centri di identificazione ed espulsione’’. Inoltre, nel centro milanese, secondo i giudici, manca a volte anche ‘’un interprete’’. Questo ‘’contesto’’ ha portato i giudici ad applicare le attenuanti generiche ad alcuni degli imputati, quelli che hanno tenuto un corretto comportamento processuale e che non sono recidiv.(Fonte:ilgiorno.it)



