Imprenditori, avvocati, commercialisti e giudici fino all’agosto del 2009 avrebbero in qualche modo condizionato la gestione dei fallimenti presso il Tribunale di Bari. Dopo quella sul procuratore nel registro degli indagati ci sono anche sei giudici: quasi tutti lavorano – o hanno lavorato – nella sezione Fallimentare di Bari.
L’inchiesta della procura di Lecce è partita a gennaio, dopo che a novembre 2011 Bari aveva trasmesso per competenza uno stralcio dell’indagine s un avvocato , indagato per peculato nell’ambito della sua attività di curatore fallimentare: i finanzieri del nucleo di polizia tributaria del comando provinciale di Bari, coordinati dal pm Ciro Angelillis, contestano a costoro di aver falsificato numerosissimi mandati di pagamento, con la complicità (non si sa quanto volontaria) di giudici e cancellieri addetti ai fascicoli. Per questa ragione le carte sono state trasferite a Lecce, ufficio competente ad indagare su magistrati in servizio nel distretto di Bari.
Tra le accuse che la procura salentina ipotizza a vario titolo a carico di 16 persone c’è, infatti, anche il peculato , oltre che la corruzione per atto d’ufficio e persino l’usura. Va notato che la corruzione per atto d’ufficio (articolo 318 del codice penale) è fattispecie ben diversa dalla corruzione in atti giudiziari, ed è compatibile con l’ipotesi di una falsificazione dei mandati di pagamento. In agosto il pm salentino Antonio Negro ha ottenuto dal gip Alcide Maritati la prima proroga delle indagini per altri 6 mesi: la notifica di questo atto ha causato la discovery del fascicolo. Dalle carte sin qui a disposizione non si evincono le singole accuse mosse a ciascuna delle 16 persone né tantomeno i capi di imputazione su cui gli investigatori mantengono il più stretto riserbo.
Si può però dire che tra gli indagati figura noti giudici.
L’inchiesta, come detto, è ancora in corso. La procura di Lecce ha affidato una serie di consulenze tecniche il cui esito non è ancora stato depositato: è questo il motivo con cui il pm Negro ha giustificato la richiesta al gip di prorogare le indagini per altri 6 mesi. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbero le modalità di gestione di una serie di fallimenti avvenuti a Bari fino al 2009, che includono anche la vendita di alcuni immobili: su questo punto, negli scorsi mesi, la Finanza ha ascoltato a Bari numerosi testimoni tra cui anche commercianti del centro.(Fonte :la gazzettadelmezzogiorno.it)



