Il decreto legislativo sulla soppressione degli uffici dei giudici di pace entrerà in vigore tra pochi giorni

Con l’entrata in vigore del decreto legislativo sulla nuova geografia giudiziaria dei tribunali e delle procure e la soppressione degli uffici dei giudici di pace si conclude una fase storica della giustizia italiana.

Il taglio delle sedi nasce dall’esigenza di sforbiciate  al bilancio dello Stato in seguito alla spending review, ma,allo stesso tempo, conclude una proposta di riforma delle sedi giudiziarie che affonda nella storia della giustizia italiana.

La stessa ANM nell’ultimo Congresso aveva distribuito una proposta relativa alla nuova geografia giudiziaria che noi abbiamo pubblicato nella relativa pagina. La discussione in sede parlamentare è stata molto animata sull’argomento in quanto le audizioni di tutti i protagonisti della giustizia (Giudici,avvocati,sindacati,associazioni ,ecc.) si sono protratte per mesi e mesi.

Ed ora ,dopo l’entrata in vigore del decreto legislativo, ci saranno 60 giorni perchè i Comuni possano chiedere la conservazione delle sedi degli uffici dei giudici di pace , corrispondendone tutte le spese escluse quelle relative ai magistrati.

Nulla è perduto per sempre.

Non comprendiamo perchè si proclami che vi sia l’incostituzionalità della riforma appena licenziata dal governo. Invece di acclamare la decisione di risparmiare sui costi di mantenimento delle sedi per indirizzare le relative risorse verso la fantomatica riforma della magistratura di pace si decide di sponsorizzare le varie richieste campanilistiche di mantenimento di sedi già individuate come costose ed inutili solo perchè sostenute da alcuni partiti e da qualche associazione di avvocati.

Credo che la figura del giudice di pace in Italia vada rivalutata con urgenza.

Non possiamo limitare tutto verso una autoreferenzialità della categoria.

La società impone una valutazione oggettiva dell’utilità di una giustizia di pace.

In Italia ,ad esempio, abbiamo una connotazione esclusiva relativa alle convalide dei trattenimenti nei CIE ed alla decisione sui ricorsi avverso le espulsioni dei cittadini dei paesi terzi ,che non esiste negli altri paesi europei come in Italia laddove sono  di competenza dei giudici di pace e non dei giudici togati.

Ciò ha fatto salire alla ribalta internazionale i giudici di pace italiani.Il rispetto delle direttive e delle altre norme europee viene chiesto dalle Corti  Europee di Giustizia e dei diritti dell’uomo anche ai giudici di pace italiani.

E noi ,lo ricordiamo, non possiamo sottacere il fatto che nessun tirocinio hanno ricevuto i giudici di pace italiani alla pari di quelli del civile e del penale in sede di reclutamento in relazione alla materia dell’immigrazione.

Non possiamo dimenticare che qualche anno fa alcuni facevano a gara per conquistare la fiducia di un partito al governo che voleva l’inasprimento della normativa nei confronti dei cittadini dei paesi terzi (vedi l’introduzione dei reati di immigrazione clandestina ,ecc.) perchè in cambio sponsorizzasse la stabilizzazione della categoria come merce di scambio ed ora ,con il cambio del governo, credono che tutto sia stato dimenticato. Ma non è così. Se non era incostituzionale introdurre un reato di immigrazione clandestina perchè sarebbe incostituzionale abolire sedi di uffici dei giudici di pace?

La formazione è fondamentale per la categoria dei gdp e riteniamo che molte critiche,rivolte da più parti, siano condivisibili proprio ed in quanto riteniamo che ,più che per le sedi ,dobbiamo batterci per la riforma della magistratura di pace e per   i nuovi concorsi a posti di gdp.

E soprattutto dobbiamo dimostrare alla società civile italiana ed europea che siamo diversi da come ci dipingono negativamente  in più luoghi.

L’incompatibilità con la professione legale è indispensabile,l’abolizione del cottimo è necessaria,il coordinamento dei presidenti di tribunale è utile, la formazione e l’aggiornamento ovvie, il reclutamento attraverso concorsi scritti ed orali selettivi non prorogabile.

E per chiarire una volta per tutte preciso che Unità Democratica Giudici di Pace non è per una categoria masochista ma per giudici di pace che ,svolgendo la funzione costituzionale della giurisdizione ,necessitano di uno status giuridico ed economico garante di un trattamento economico fisso indennitario ,di un riconoscimento dei diritti costituzionali alla tutela della salute, della previdenza,della maternità e gravidanza, di una continuità sottoposta a verifiche quadriennali,ecc. che possano costituire l’alternativa alla professione libera ,come ,da più di un secolo, è la funzione giurisdizionale della magistratura italiana togata rispetto a quella forense della difesa civile e penale dei cittadini.

Diego Loveri

(segr.gen.le UDGDP)

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