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Comunicato sullo sciopero generale del 6 settembre 2011

martedì, 6 Settembre 2011

Unità Democratica Giudici di Pace condivide le motivazioni dello sciopero generale, proclamato dalla CGIL per il giorno 6 settembre 2011 ,in quanto la manovra economica per il riequilibrio dei conti pubblici, annunciata dal governo, contraddice le aspettative dei lavoratori e, tra questi, anche dei giudici di pace, in quanto i sacrifici chiesti con l’attuazione dei tagli sono in gran parte addebitati a loro.
Non possiamo sottacere che le promesse governative per la riforma della magistratura di pace sono state abbandonate proprio nel momento in cui si delinea una soppressione di addirittura quasi l’ 80 per cento delle sedi ,senza che ci sia alcun provvedimento legislativo a favore dei lavoratori della giustizia di pace.
Gli errori di una manovra economica consistono anche nel negare i diritti del popolo italiano ad avere una giustizia di prossimità efficiente e di qualità.
Tagliare i posti dei giudici di pace non può non avere la conseguenza che i cittadini troveranno disagi e sempre più difficile accessibilità alla stessa giustizia di pace ,che si ritiene indispensabile per la giustizia, per rispondere in tempi ragionevoli alla domanda giudiziale.
I tagli ai lavoratori e non le misure contro le evasioni fiscali sono scelte che non possono trovare l’approvazione dei giudici di pace che sono chiamati dalla Costituzione a far rispettare le leggi interne ed europee tutte e non solo quelle a tutela di una parte della popolazione italiana ed europea.
La riforma dell’art.41 della Costituzione può assumere una pericolosità sociale laddove non siano conservate le tutele attualmente in vigore relative all’iniziativa economica :sicureza ,libertà e dignità umana.
Contraddittorio è d’altra parte prevedere tagli agli enti locali e introdurre la possibilità che gli stessi enti locali ( Comuni) si offrano di mantenere in vita gli uffici dei giudici di pace con i propri fondi (quali se saranno ulteriormente tagliati?) a disposizione degli stessi comuni,introducendo forse ulteriori tributi locali per mantenere gli uffici degli stessi giudici di pace.
La previsione di un art.8 della manovra limitativo delle possibilità per il mondo del lavoro di mantenere le garanzie attuali dei rapporti lavorativi è negativo ed avrà ripercussioni sugli stessi uffici dei giudici di pace le cui cancellerie devono attualmente essere integrate da lavoratori precari.
Condividiamo le motivazioni di uno sciopero a favore della difesa di uno Stato democratico governato dal popolo sovrano in una Repubblica fondata sul lavoro.

Diego Loveri
Segretario generale di
Unità Democratica
Giudici di Pace

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