Archive del 28 Aprile 2011

La Corte di Giustizia Europea interviene sul reato di clandestinità e sulla legislazione italiana, in materia di espulsione e detenzione di cittadini di paesi terzi, incompatibile con la direttiva europea n.115/08 sui rimpatri

giovedì, 28 Aprile 2011

La Corte Ue boccia il reato di clandestinità

“La norma italiana è in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri”

28 aprile, 14:09 Agenzia ANSA

Un barcone con a bordo 49 migranti, tra cui una donna, approda nel porto dell'isola di Lampedusa in una foto d'archivio

Un barcone con a bordo 49 migranti, tra cui una donna, approda nel porto dell’isola di Lampedusa in una foto d’archivio

BRUXELLES – La Corte di giustizia della Ue ha bocciato la norma italiana che prevede il reato di clandestinita’, punendo con la reclusione gli immigrati irregolari. La norma – spiegano i giudici europei – e’ in contrasto con la direttiva europea sui rimpatri dei clandestini.

Il caso preso in esame dalla Corte Ue e’ quello di Hassen El Dridi, un algerino condannato alla fine del 2010 ad un anno di reclusione dal tribunale di Trento per non aver rispettato l’ordine di espulsione. Secondo la Corte europea di giustizia del Lussemburgo, ”una sanzione penale come quella prevista dalla legislazione italiana puo’ compromettere la realizzazione dell’obiettivo di instaurare una politica efficace di allontanamento e di rimpatrio nel rispetto dei diritti fondamentali”. Gli Stati membri – si legge nella sentenza – ”non possono introdurre, al fine di ovviare all’insuccesso delle misure coercitive adottate per procedere all’allontanamento coattivo, una pena detentiva, come quella prevista dalla normativa nazionale in discussione, solo perche’ un cittadino di un paese terzo, dopo che gli e’ stato notificato un ordine di lasciare il territorio nazionale e il termine impartito con tale ordine e’ scaduto, permane in maniera irregolare su detto territorio”. Il giudice nazionale, incaricato di applicare le disposizioni del diritto dell’Unione e di assicurarne la piena efficacia, secondo i giudici Ue, ”dovra’ quindi disapplicare ogni disposizione nazionale contraria alla direttiva – segnatamente, la disposizione che prevede la pena della reclusione da uno a quattro anni – e tenere conto del principio dell’applicazione retroattiva della pena piu’ mite, che fa parte delle tradizioni costituzionali comuni agli Stati membri”. Il reato di clandestinita’ per gli immigrati irregolari e’ stato introdotto nell’ordinamento italiano nel 2009 nell’ambito del cosiddetto ‘pacchetto sicurezza’.

La Sentenza

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Approvate dall’Assemblea generale di UDGdP del 28/4/2011 mozioni relative alle astensioni dalle udienze,al reclutamento ed all’organizzazione di incontri di studio di GdP

giovedì, 28 Aprile 2011

L’Assemblea ha approvato all’unanimità un mozione relativa  alla presa d’atto che, nonostante le numerose astensioni dalle udienze dei giudici di pace svoltesi negli ultimi mesi, il Governo non ha nè convocato i rappresentanti delle Associazioni dei Giudici di Pace, nè ha posto all’ordine del giorno del Consiglio dei Ministri il ddl relativo alla riforma dei Giudici di Pace e della Magistratura onoraria, disattendendo le stesse promesse di una rapida risoluzione dell’annosa vicenda di questi magistrati, per cui ha demandato ad una prossima assemblea la decisione di riprendere le agitazioni e per arrivare ad una futura decisione di proclamare una nuova astensione prolungata dalle udienze, fino all’ottenimento delle garanzie di un accoglimento delle istanze della categoria.L’Assemblea ha rinviato la discussione sull’informatizzazione e l’organizzazione dell’Ufficio del Giudice di Pace di Roma.

L’Assemblea ha votato, all’unanimità ,una mozione relativa al reclutamento dei giudici di pace nell’ambito della proposta di riforma dello stato giuridico dei Giudici di Pace nella quale si dichiara concorde con una proposta di reclutamento, basata su un esame selettivo scritto ed orale serio e valutato da commissioni formate da docenti universitari, magistrati di cassazione,giudici di pace ed avvocati, con la previsione di un tirocinio mirato, di almeno 18 mesi, con la totale incompatibilità con l’esercizio della  professione forense e di tutte le altre professioni, compresa la figura di mediatore(con la previsione dell’abolizione del cottimo ed una indennità mensile basata sulla media delle indennità corrisposte negli ultimi tre anni).Con il reclutamento a regime dovrà esservi un periodo transitorio nel quale i giudici di pace in servizio dovrebbero superare un corso- concorso scritto ed orale che garantisca la selezione ed il riconoscimento delle professionalità acquisite nel precedente servizio  ,e la facoltà di concorsi interni selettivi di passaggio dalla magistratura di pace a quella togata.L’Assemblea ha delegato il segretario generale ed il presidente di UDGdP a contattare l’AIGA che ha diffuso recentemente una analoga proposta relativa alla riforma dello status del giudice di pace nonchè le altre Associazioni dei Giudici di Pace che hanno congiuntamente chiesto un incontro con l’ANM.

L’Assemblea ha anche approvato una mozione relativa all’organizzazione di incontri di studio o convegni sulla figura del giudice di pace contro la mafia,la camorra  e la delinquenza organizzata nonchè sulla corruzione  e sulla legislazione e giurisprudenza relativa all’immigrazione , alle direttive europee , alle sentenze della Corte di Giustizia Europea,ecc.

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