
” Il pentito di mafia che doveva uccidere Borsellino ieri a Isernia per un’udienza davanti al giudice di pace. In città è arrivato accompagnato dalla scorta, per essere ascoltato dal giudice, in quanto presunta vittima di minacce da parte di un collaboratore di giustizia domiciliato in provincia. In passato l’uomo, con le sue dichiarazioni, ha fatto finire in galera boss e fiancheggiatori di Cosa nostra.
Era un killer quotato e nel settembre del ’91 fu contattato dal boss Francesco . Gli affidò il compito di uccidere il giudice Borsellino. Lui accettò, ma il piano saltò, perché poco dopo fu arrestato. In carcere la sua vita cambiò. Decise di incontrare il giudice Borsellino e di raccontargli tutto. «Con lui – ha detto in alcune interviste – avevo in comune una cosa: la morte. In lui vedevo la mia speranza perché capivo che se lui riusciva a salvarsi salvava anche me».
L’uomo incontrò Borsellino nel dicembre del ’91. Il killer – allora 35enne – disse al giudice che era ormai condannato a morte. Sembra che fu proprio lui a parlargli dell’acquisto di quell’esplosivo che poi in effetti fu utilizzato per la strage in via D’Amelio.”(Fonte:iltempo.it)



