Giudice di pace di Treviglio : ufficio aperto, ma non c’è nessuno

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” La scena sembra quella di un film: l’ufficio è aperto, tutto è in ordine, ma dentro non c’è nessuno. È quello che è successo al Giudice di pace di Treviglio il 30 aprile tra lo sconcerto degli avvocati che arrivavano a depositare gli atti. Con loro anche un agente della polizia locale cittadina che doveva protocollare un documento e invece ha finito per fare il detective. Chi aveva aperto la porta e acceso le luci? Alla fine il mistero non è stato risolto e all’agente non è rimasto che spegnere tutto e chiudere a chiave. Il fatto è però rimasto agli atti e la polizia locale di Treviglio ha avviato una serie di accertamenti.

E il fenomeno si è ripetuto sabato. Episodi, denunciano i legali, che sono la punta dell’iceberg dei disagi che sta attraversando l’ufficio dallo scorso settembre, quando è scattata la riforma della geografia giudiziaria che in città ha abolito la sezione distaccata del tribunale e messo in bilico l’ufficio del Giudice di pace. Per quest’ultimo è stata offerta un’alternativa: si poteva salvare a patto che fossero gli enti locali a garantirne il funzionamento, distaccando i loro dipendenti.

Un’opportunità raccolta dall’Amministrazione comunale che ha subito segnalato la propria disponibilità al ministero il quale, nell’attesa di decidere sul da farsi, a inizio autunno, ha ritirato il proprio personale gettando l’ufficio nel caos. Dopo un lungo tira a molla e la protesta degli avvocati, il tribunale di Bergamo è stato incaricato di fornire impiegati e cancellieri per tenere attiva la sede in attesa del pronunciamento. A fine marzo il ministero ha approvato il mantenimento della struttura. Il passaggio di consegne però si sta rivelando più complicato del previsto e i disservizi sono tornati a farsi sentire. «Siamo in una fase interlocutoria – spiega il presidente del Tribunale di Bergamo Ezio Siniscalchi – Treviglio non ha ancora preso in carico la struttura e provvediamo noi ma con molta fatica. Spero che nell’arco di un mese e mezzo il passaggio sia completato». Adesso però è sorto un nuovo problema. Il Comune ha offerto di distaccare due dipendenti a tempo pieno e uno parziale, per rimpiazzare l’organico che da sempre gestisce l’ufficio. Il ministero invece chiede il riempimento della pianta organica con 4 impiegati. Uno sforzo oltremisura per l’Amministrazione. «Mi sembra una situazione paradossale – spiega il sindaco Giuseppe Pezzoni -. Ora l’ufficio funziona con una persona e mezza. È fuor di logica volerne 4. Occorre distinguere gli organici di diritto da quelli di fatto». «Inoltre dal ministero non abbiamo ancora ricevuto comunicazione in merito alla formazione del personale – spiega il segretario comunale Antonio Purcaro -. Senza di quella non può avvenire il passaggio di consegne».di Pietro Tosca (fonte:bergamo.corriere.it)

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